Sicurezza
Piano strutturale da 1,5 milioni di metri cubi
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Una veduta dallalto della città Ma il 30% della crescita edilizia dovrà essere in ristrutturazioni
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MASSA. Votazioni a ritmo incessante, staffette dei consiglieri per garantire la presenza costante in aula, qualche polemica e tanta voglia di finire. È proseguito così, ieri, il consiglio comunale-maratona per l'esame delle osservazioni al Piano strutturale. La seduta continuerà anche oggi, per l'intera giornata, per completare il lavoro. Solo a settembre, però, ci sarà la approvazione definitiva del Piano strutturale, preceduta dall'esame delle osservazioni al Piano presentate da enti (Regione, Provincia ecc.), partiti e associazioni. Ma cosa c'è nel Piano strutturale? «Ci sono le linee guida della politica del territorio - spiega Federico Uzzo, presidente della commissione urbanistica -. Il Piano è una fotografia dell'esistente su cui si sovrappongono le previsioni di sviluppo futuro. C'è, ad esempio, l'indicazione di realizzare una strada di scorrimento per collegare i due capi della città. Ma non ci troverete scritto dove passerà questa strada, quali caratteristiche avrà: questo è compito del Regolamento urbanistico stabilirlo». Tuttavia, dalla carte del Piano emergono alcune indicazioni interessanti. Come la previsione di sviluppo dell'edilizia residenziale per i prossimi anni. Fissata a circa 1,5 milioni di metri cubi. Un terzo di essi, 500mila metri cubi, però, così stabilisce il Piano, dovranno essere di recupero del patromonio esistente, non nuove costruzioni. «Un modo per ridurre il consumo di territorio», spiega Uzzo. Non solo: il Piano prevede uno standard urbanistico di 25 metri quadrati per abitante, mentre molti in altri Comuni lo standard è di 18mq./ab. «Ciò significa che per ogni cittadino dovranno esserci almeno 25 metri di strutture pubbliche: scuole, uffici, parcheggi e, soprattutto, aree verdi. In pratica, più spazi per la collettività per una migliore vivibilità», spiega Lauro Giusti, capogruppo dei "pucciani". Lo stesso Giusti e Cesare Lorieri, capogruppo di Sel, difendono poi in coro l'azione dell'amministrazione. «Non è vero, come sostengono dalla minoranza, che le osservazioni sono state messe a disposizione dei consiglieri in ritardo. La commissione ha cominciato a lavorarci a gennaio, le carte erano disponibili e consultabili da tutti e a tutti i capigruppo sono state consegnate bozze». Lorieri replica anche alle critiche del Pd sulle invarianti: «Ci accusano di voler fare in fretta per fare partire progetti come il Piano integrato. Io rispondo: il recupero e la riqualificazione della zona stazione è un bene o un male per la città? Per noi è un bene e su questo lavoriamo». Quanto al dissenso di Pierpaolo Marchi (Rifondazione comunista) sulle procedure di discussione, Lorieri ne dà una lettura politica: «Mi pare un segnale di allontanamento dalla maggioranza dettato da motivi di collocazione del suo partito e dello stesso Marchi all'interno del suo partito». C.F.
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