Sicurezza
«Non può stare con quelle suore, ridateci la bimba»
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MASSA. Anna Giulia è tornata nella casa vacanze del Cenacolo francescano verso le due del mattino. La tutrice della bimba, Sabrina Tagliati, e il legale dei genitori che l'avevano strappata alle suore, Francesco Miraglia, sono riusciti a litigare anche su questo. La prima ha detto che era contenta di riabbracciare le religiose, l'altro ha ribattuto che era in lacrime e invocava la mamma. L'avvocato Miraglia appena ha saputo dell'arresto di Massimiliano Camparini e Gilda Fontana si è precipitato in Toscana. A Massa è arrivato alle 13, si è infilato nel carcere di via Pellegrini e ha ascoltato il racconto del padre. Poi ha incontrato i giornalisti che lo attendevano all'uscita della casa circondariale: «Ma quale sequestro di persona - taglia corto -, ci sono mille attenuanti e vedrete che alla fine daranno ragione a noi.Anna Giulia non era in pericolo, i poliziotti svizzeri ci hanno chiamato e ci hanno detto che era allegra e sorridente quando è stata fermata insieme ai genitori. I carabinieri hanno sequestrato una macchina fotografica: Camparini mi ha detto di aver scattato 300 fotografie, tutta la sequenza della fuga. Anzi della vacanza che una madre, un padre e una figlia si sono presi dopo aver sofferto tanto. Io invito il presidente del tribunale di Reggio Emilia, gli assistenti sociali e gli psicologi a guardare questi trecento scatti con me. Avranno l'impressione di trovarsi di fronte una bamnbina felice, spensierata. Tale e quale a tutti i bimbi che in queste settimane sono andati in ferie con la propria famiglia. Perché per queste persone non doveva essere possibile quello che è normale per tutti gli altri? Perché non è stata letta l'ultima perizia della psicologa che dice che la piccola chiede sempre della mamma? Questo pasticcio non è colpa dei miei assistiti, vediamo di trovare i veri colpevoli invece di prendercela con delle persone che hanno faftto sì degli sbagli ma che sono anche stati costretti a farli perché messi con le spalle al muro da una serie di circostanze». L'avvocato Miraglia prende di mira la struttura di Marina di Massa gestita dalle suore: «Anna Giulia ci stava male lì dentro, si mangiava le unghie e aveva anche delle verruche. Lei voleva mamma e papà, non le suore. Io chiedo che venga fatta un'ispezione in questa casa vacanze, voglio che venga accertato lo stato delle stanze frequentate da Anna Giulia». Il legale è un fiume in piena: «Il vero problema è la sorte della piccola - ha concluso Miraglia - i consulenti e io ci aspettiamo un atto di coraggio ma anche di umiltà da parte del tribunale dei minori di Reggio-Emilia. Di Anna Giulia non se ne possono occupare persone che l'hanno abbandonata a se stessa. Chiediamo che sia affidata a una casa protetta o a una struttura ma che non sia allontanata dalla famiglia. Chi deciderà altrimenti si assumerà la pesante responsabilità di rovinare la vita della bambina. Deve essere sistemata in una struttura assieme alla mamma, ventiquattro ore su ventiquattro, non vanno divise». ALTRO SERVIZIO A PAG. 8
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