Il Tirreno

Chiesto un consiglio comunale straordinario per tutelare l’importante sito naturalistico

Discarica abusiva sulla via di Vinca

La discarica sulla via di Vinca scoperta dal Laboratorio di Idee e sotto le condizioni del cantiere delle scuole di Monzone
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La discarica sulla via di Vinca scoperta dal Laboratorio di Idee e sotto le condizioni del cantiere delle scuole di Monzone

Batterie d'auto, pneumatici e scarti edili scoperti dal Laboratorio di Idee

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 FIVIZZANO. Una discarica a cielo aperto sulla strada che da Monzone sale a Vinca è il brutto biglietto da visita per abitanti e soprattutto i turisti che intendono visitare la Valle del Lucido e le sue bellezze naturalistiche. A denunciare e documentare la presenza di materiale ferroso, pneumatici, batterie esauste di auto, materiale elettrico e scarti di lavorazioni edili è il Laboratorio di Idee.  E su questa ultima scoperta il Laboratorio apre una riflessione. «Siamo alla fine di luglio - scrive - e in terra di Lunigiana il turismo è nel punto più alto di frequentazione. La gente si sposta, visita curiosa per scoprire nuove realtà. Ed è qui che la Lunigiana esprime il meglio con i suoi variegati angoli appartati ricchi di testimonianze architettoniche e naturalistiche. Ma sulla strada che porta a Monzone Alto e più avanti a Vinca, ci aspetta la vista di una discarica a cielo aperto proprio ai piedi della più suggestiva veduta dell'abitato di Monzone Alto. Il turista non può che stupirsi di tale situazione, al fianco di una fila di cassonetti si estende un deposito di ogni tipo di materiali ferrosi,pneumatici, scatoloni, batterie di macchine, materiale elettronico».  Dque il commento: «Lo spettacolo è indecoroso, a poche decine di metri da uno dei luoghi più suggestivi di Monzone, il Mulino e la zona dell'acqua nera, centro di socializzazione, frequentato non solo dagli abitanti del luogo ma anche da turisti».  Segue l'interrogativo «di chi può essere la responsabilità di tale degrado, dell'amministrazione comunale, della società che gestisce la raccolta dei rifiuti, della scarsa educazione della popolazione? Come forza civica, fuori dalle logiche dei partiti, denunciamo con forza questa situazione di degrado offensivo per ogni dichiarata politica di sviluppo turistico. Siamo a un passo dal Parco delle Alpi Apuane, ma non si vede neanche un minimo segnale della presenta di tale organo che dovrebbe tutelare e comunque allertare anche per le aree contigue condizioni di degrado ambientale».  Vengono poi descritte altre situazioni di degrado sulla strada che da Monzone conduce a Mezzana dove «si trovano altre tristi sorprese: un grande cantiere abbandonato dove anche gli indumenti degli operai sono gettati sul suolo pubblico. Quintali di ferro da edilizia ammassato in quello spiazzo oggi trasformato in acquitrino dove sorgeva la scuola media di Monzone e due edifici obsoleti sul cui tetto sono stati stesi teli di plastica per impedire probabilmente alla pioggia di raggiungere i locali interni, che a sorpresa sono adibiti rispettivamente a mensa scolastica e a palestra delle elementari e medie. Un cantiere senza alcun elementare sistema di sicurezza è di fatto contiguo agli spazi frequentati dagli alunni incolpevoli prigionieri di tale degrado, un viatico di educazione civica negata».  Il Laboratorio conclude con l'annuncio di farsi promotore «di una istanza urgente in consiglio comunale affinché le situazioni segnalate possano essere al più presto riportate alla normalità e alla qualità che merita Monzone e i suoi abitanti e tutto il territorio delle Apuane». M.L.

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