Sicurezza
Subito scontro sul Piano strutturale
Mini-strappo nella maggioranza: Marchi lascia l'aula e accusa il sindaco
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MASSA. Inizia con accesi battibecchi la maratona in consiglio per l'approvazione del Piano strutturale. E con un mini-strappo nella maggioranza: Pierpaolo Marchi, consigliere di Rifondazione, abbandona l'aula in aperta polemica con la decisione della sua maggioranza di cambiare le procedure dei lavori. Ci sono quasi 300 osservazioni da esaminare, di cui un'ottantina già classificate come "non pertinenti" dagli uffici tecnici in quanto riguardano questioni che non il Piano strutturale ma il Regolamento urbanistico devono definire. È subito ad avvio di seduta che tra maggioranza e opposizione si accendono i primi contrasti. Per questioni di procedura, appunto. I capigruppo, nella riunione di preparazione al consiglio, avevano stabilito di esaminare con lettura integrale tutte le quasi 300 osservazioni presentate. In aula, il sindaco ha proposto che l'esame avvenisse tramite lettura delle sintesi delle osservazioni e voto finale unico su quelle ritenute non pertinenti dai tecnici e voto singolo si cascuna di quelle ritenute pertinenti. Proposta accolta dalla maggioranza, tra le proteste di Pd e Pdl. Protesta anche Pierpaolo Marchi, che parla di «un diktat sul percorso del Piano Strutturale imposto da sindaco, presidente del consiglio, giunta e consiglieri di maggioranza che appare come un colpo di spugna all'idea stessa di partecipazione democratica, togliendo al consiglio comunale la facoltà di esprimere un parere degno del proprio ruolo». In aula, accusa ancora Marchi «si è venuti meno a impegni assunti in conferenza dei capigruppo e commissione urbanistica, impegni a garanzia del diritto dei consiglieri a conoscere gli atti che sono chiamati a votare. La prova di efficientismo aziendalista che la maggioranza di cui siamo parte ha voluto dare, attingendo ad una cultura politica ed amministrativa altra rispetto alla nostra, dimostra, ancora una volta, che sul significato di termini quali partecipazione, ascolto, condivisione, chiarezza e qualità degli atti, abbiamo definizioni differenti». Ma non si tratta solo di questioni procedurali. Tra le osservazioni presentate ci sono quelle dell'Autorità di bacino, che ha chiesto modifiche importanti alla mappatura delle zone a rischio idrogeologico (leggi frane ed esondazioni). Le modifiche alla cartografia, però, richiede - è stata una delle obiezioni sollevate dal gruppo del Pd - di tornare alla casella precedente del percorso del PIano. Cioè all'atto di adozione (che precede quello della approvazione). E così per quanto riguarda le osservazioni della Regione sulla viabilità. Su questi punti, il sindaco Roberto Pucci ha risposto (accogliendo in parte i dubbi dei Democratici) che andrà riadottata solo la parte del Piano strutturale inerente a queste obiezioni. Il Pd però, attacca anche sulla "politica". «La velocità con cui la maggioranza vuole procedere all'approvazione del Piano - accusa iil capogruppo Uilian Berti - è funzionale al fatto che si vuole dare via alle varianti anticipatrici del regolamento urbaistico, che sono i cuore del Piano in quanto in esse sono contenuti i progetti più pesanti per il territorio. Dall piano di Riva dei Ronchi, al Piano integrato di interveto al piano delle ex colonie marine». Stamani un altra seduta. Data fissata dall'amministrazione per l'approvazione definitiva: 15 settembre. C.F.
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