La manifestazione
Premio costoso e da abbandonare
Gianluca Uberti
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La recente edizione del Premio Lunezia Il consigliere di minoranza Matteo Ratti fa i conti del Lunezia: spesa la metà dei soldi annuali a disposizione del settore cultura
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AULLA. «Il Comune di Aulla si stacchi gradualmente dal Premio Lunezia». Questo il messaggio che lancia Matteo Ratti, consigliere di minoranza di Idee in Comune, a seguito della conclusione della 15ª edizione del Lunezia, decisamente più televisiva rispetto al passato. E Ratti parte proprio dal confronto con gli anni trascorsi: «Cosa è diventato negli anni il Premio Lunezia? Questa domanda, legata alla nostalgia per le prime edizioni del premio, a cui riconoscevo una lungimirante intuizione e un modo originale di portare cultura nel nostro Comune, mi attanaglia da tempo. Una delle prime richieste fatte in consiglio comunale fu proprio quella di vedere i "conti" della manifestazione, scoprendo che i denari destinati al Premio rappresentavano la metà di quelli a disposizione del settore cultura durante l'arco dell'anno. La convinzione forte che il senso profondo del Lunezia non fosse più il valore letterario delle canzoni, recitate una volta da grandi attori in serate aperte a tutti, ma che si stesse andando, negli anni, verso una "passerella" di artisti, trova conferma nella formula continuamente rivoluzionata del premio. Si è perso il senso dell'incontro con l'artista e si sono moltiplicati i premi (ogni anno ne escono di nuovi). Vi è stata la scelta verso serate prettamente canore, si sono istituite Lauree opportunistiche presto decadute, alla qualità, che andava difesa nel tempo, si è preferita "l'apparenza"». Ratti, quindi, viene all'oggi, al ritorno in piazza Cavour, «troppo piccola per ospitare i tanti cittadini incuriositi dalle star, ritorno che vede il Comune di Aulla schiavo di decisioni imposte da sponsor e agenzie, che hanno reso l'evento cosa per pochi privilegiati. Proprio perché limita gli investimenti per la cultura durante l'anno con il suo esagerato costo, il Lunezia deve essere visibile al maggior numero di persone, qualunque sia la sua forma. Mesi fa, avevo avuto garanzie dalla delegata comunale alla cultura, che si dichiarava in sintonia con il mio pensiero, sulla volontà di rivedere le condizioni di partecipazione del Comune rispetto al premio e sul suo impegno nel cercare di cedere una delle serate. Forse avrà fatto il possibile, forse abbiamo degli obblighi nei confronti della Fondazione del premio stesso, ma l'organizzazione di questa edizione impone al Comune - conclude Ratti - una seria riflessione sul futuro del Lunezia».
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