Attenzione
Per lassessore al bilancio Volpi, «la chiusura non ha a che vedere con la richiesta di aumento dellaffitto»
Poste di Casette, continua la protesta
Rossana Lazzini
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Sportelli in un ufficio di Poste Italiane Domani gli abitanti della frazione in corteo di fronte alla sede centrale
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MASSA. Continua la protesta degli abitanti di Casette per la chiusura dell'ufficio postale. Per domani, giorno ufficiale di chiusura, i residenti della frazione montana, i circa 800 abitanti sembrerebbero intenzionati a manifestare il loro dissenso davanti alla sede di Massa. Il consigliere del Partito Democratico Giovanni Ricci è schierato con i cittadini e si rivolge nuovamente all'amministrazione. «Da parte loro c'è un completo disinteresse verso questo problema che invece sta a cuore a molte persone. È tardi muoversi ora, l'amministrazione poteva fare qualcosa già molto tempo fa». Secondo il consigliere Ricci, la giunta comunale potrebbe avere qualche responsabilità in questa vicenda. «Dalle informazioni che abbiamo ricevuto - prosegue Ricci- sembra che una delle motivazioni che ha spinto i dirigenti delle Poste a chiudere la sede, sia la scelta dell'amministrazione comunale di aumentare l'affitto di locazione. Da sempre l'ufficio è stato concesso ad una cifra simbolica, visto che l'amministrazione ha sempre compreso l'importanza del servizio anche sociale che questo svolgeva. Ora la richiesta di questo aumento potrebbe aver aiutato i dirigenti delle poste a trovare una motivazione per chiudere». Una motivazione che invece secondo l'assessore al bilancio Volpi non esiste. «Avevamo proposto ai dirigenti delle Poste un adeguamento del canone di affitto ma si trattava di una richiesta veramente irrisoria, circa 200 euro l'anno. Abbiamo fatto la proposta - ha spiegato Volpi - ma quando ci siamo resi conto che questa cosa poteva creare difficoltà, abbiamo immediatamente informato sia i responsabili di Massa e di Firenze che noi eravamo disponibili a lasciare l'affitto com'era». Secondo Volpi le motivazioni sono altre. «Non centra nulla l'affitto. I dirigenti delle Poste ci hanno comunicato ufficialmente che la scelta della chiusura di quell'ufficio rientra in una logica generale voluta dall'ente a livello nazionale. In questo momento esistevano due uffici: uno a Canevara e uno a Casette che aprivano rispettivamente tre giorni alla settimana. E invece l'obbiettivo finale è quello di averne uno solo che resti aperto tutti i giorni. Ma esistono le possibilità per trovare un accordo che agevoli le persone maggiormente in difficoltà».
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