Sicurezza
Porto turistico da 100 milioni
Cinzia Carpita
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Sopra: il porto commerciale come è ora; a destra come sarà il porto turistico secondo il progetto che ora passa al vaglio della Port Authority E previsto un investimento da cento milioni di euro E' il progetto di imprenditori del marmo locali, «ma Moratti jr. non c'entra»
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CARRARA. Due giovani imprenditori del marmo, Gualtiero Vanelli e Giacomo Sacchelli della società Michelangiolo, si lanciano in un'impresa da 100 milioni di euro: realizzare un porto turistico, denominato «Punta Verde», ma non dove lo prevede l'accordo politico (Comuni di Carrara, Massa, Provincia) tra le foci del Lavello e del Carrione (e su questo c'è già una proposta-Caltagirone presentata alla Port Authority), bensì in mare aperto, fra l'attuale diga foranea dello scalo commerciale e un'altra diga più a largo: dentro ci starebbero 620 posti barca, contornati da una pineta, negozi, servizi, e impianti eolici per l'energia pulita, un collegamento tramite parcheggi sotterranei, con l'entroterra. Il progetto nato da un'idea del capitano Francesco Menconi, è stato illustrato ieri mattina al Club Nautico, per essere poi presentato alla Port Authority. Un progetto, è stato detto, aperto ai suggerimenti dei cittadini: e come collegamento per un dialogo con il territorio è stata creata un'agenzia ad hoc, la Eco Del Porto, di cui è amministratore delegato Pier Francesco Barletta. Smentite ufficialmente notizie di stampa sul coinvolgimento, in questo progetto, di Angelomario Moratti, figlio del presidente dell'Inter: «I nomi che sono stati fatti di imprenditori non locali sono infondati», ha detto Barletta. Ma per il mega investimento sperano nel sostegno di altri imprenditori e di banche. I promotori del progetto non hanno per nulla preso in considerazione l'area fra Carrione e Lavello, e dicono che la loro idea non è alternativa al porticciolo costiero. Ma nel depliant illustrativo si legge che una delle esigenze a cui risponde il loro progetto, è «evitare di cementificare altre zone del litorale». E così gettano il sasso nello stagno, considerando che il 9 agosto ci sarà il consiglio comunale per l'avvio del procedimento in base all'accordo politico-istituzionale per la realizzazione del porto turistico e l'ampliamento di quello commerciale. A seconda delle indicazioni che saranno date alla Port Authority, il nuovo progetto (di simbiosi fra porto turistico e commerciale) potrà essere preso in considerazione. La Eco del Porto intende costruire un consenso intorno alla proposta, che nei dettagli è stata ieri illustrata dall'architetto Stefano Boeri Gli obiettivi. «Punta Verde» si pone come progetto integrato: portuale, ambientale, urbanistico ed energetico. Per aggiungere al porto commerciale una marina con 620 posti per barche fino a 60 metri; per ridurre l'erosione ed evitare ulteriore cementificazione costiera; per aumentare la qualità e quantità degli spazi pubblici per il turismo costiero di Massa Cararra che potrebbe così diventare «un punto di riferimento turistico e commerciale a livello nazionale e regionale», insomma un modello di riferimento; e infine per creare un polo di accumulo e di produzione di energia pulita. Stop all'erosione. Secondo studi sulla dinamica costiera e analisi meteomarine affidate a DHI Italia, la predisposizione delle nuove dighe contribuirà alla «rigenerazione e alla protezione ambientale della linea di costa»: in pratica si parla di un contributo alla riduzione dell'erosione del litorale massese e anche contro l'insabbiamento dell'ingresso del porto commerciale. Il molo giardino. Una nuova pineta urbana di 18.000 mq. è stata pensata lungo l'attuale passeggiata che collegherà il porto turistico alla pineta lungo viale Colombo. Parcheggi. Sono previsti posti coperti per 1.150 auto: l'architetto Boeri ha spiegato che saranno in sotterraneo, nel collegamento fra porto e città. Passeggiata dei servizi. Lungo l'attuale diga foranea sono previsti ristoranti, bar, supermarchet, negozi, ferramenta e accessori per la nautica. Diga dell'energia. Sulla diga esterna verrebbero installate pompe di calore che sfruttando la temperatura del mare, serviranno per il riscaldamento e raffreddamento degli edifici, inoltre si prevedono pale eoliche per produrre 670mila KWh annui. I commenti a caldo. Ieri dopo l'illustrazione, l'ingegner Fabio Telara, consigliere del Club nautico ha chiesto dove andranno i piccoli natanti ora in porto. Ambientalisti affascinati dal nuovo progetto che non tocca la costa, ma prudenti: per Ricardo Canesi occorre verificare se effettivamente non ci saranno problemi di erosione; per Dariella Piolanti (Amare Marina) resta il nodo del porticciolo previsto fra Carrione e Lavello; per il movimento Caccia-Ambiente, il progetto è una opportunità per il territorio. Il progetto passa ora sul tavolo della Port Authority.
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