Italia
Approvato il patto con cui Zubbani potrà contrastare la privatizzazione
Acqua pubblica, il consiglio dà l'ok
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Acqua potabile che esce da un rubinetto 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. È stato approvato dal consiglio comunale di Carrara il patto per l'acqua pubblica, proposto dal consigliere di Rifondazione Comunista Piero Marchini. Quindici voti favorevoli, due soli contrari, quelli del Pdl (Bruschi e Tonarelli) con cui è stato dato mandato al sindaco Zubbani, «di intraprendere tutte le opportune azioni per contrastare i provvedimenti previsti dall'articolo 23 bis della legge 133/2008. Sul quale c'è un'iniziativa referendaria popolare sulla ri-pubblicizzazione dell'acqua. Zubbani dovrà mantenere sotto il controllo pubblico i servizi erogati, con l'attivazione, attraverso le commissioni consiliari competenti, di un contestuale e continuo monitoraggio del processo in corso». Il comunicato ricorda puntualmente «che la gestione del servizio idrico in Italia è spinta da recenti normative verso una privatizzazione forzata, togliendo agli enti locali la possibilità di decidere e portando al rischio di monopoli privati (nelle mani di poche grandi aziende spesso del tutto estranei ai contesti territoriali in cui viene svolto il servizio). Oltre tutto sono norme presentate sotto il titolo di obblighi comunitari quando in realtà non c'è alcun atto comunitario o sentenza europea che imponga di forzare l'ingresso dei privati nel servizio idrico integrato». Considerato che l'acqua è un bene comune dell'umanità, un bene essenziale e insostituibile per la vita, anche il comune di Carrara è intervenuto per conservarla come bene pubblico. «L'acqua è un bene scarso e va preservato attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini idrografici, la tutela dei corpi idrici».
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