Il Tirreno

«Usava il carcere come casa sua»

L’ingresso del carcere di Massa
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L’ingresso del carcere di Massa

Durissimo giudizio del tribunale del riesame su Salvatore Iodice

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 MASSA. Il tribunale del riesame di Genova ha detto no alla richiesta di tornare in libertà del direttore del carcere di Massa Salvatore Iodice, del contabile della casa circondariale Salvatore Cantone e di Stefano Tendola, geometra del Provveditorato alle opere pubbliche della Toscana-Opere marittime. Concesso l'obbligo della firma, invece, a Massimo Antonelli, titolare dell'impresa Arte Giardini.  Il collegio invece si è riunito ieri per esaminare la posizione di Antonio Riccardi. La decisione arriverà nelle prossime 48 ore. Ma è chiaro che le richieste di Iodice e Cantone erano quelle più importanti, visto che sono queste due le persone più importanti dell'inchiesta del sostituto procuratore Rossella Soffio.  Le conclusioni del collegio genovese sono molto dure nei confronti del direttore del carcere, Ecco i passi salienti della sentenza: «La sua condotta illecita, protrattasi nell'arco di alcuni anni, denota un assoluto disprezzo delle regole di totale asservimento dalla funzione pubblica ad interessi privati. Le esigenze cautelari appaiono in questo caso di eccezionale rilevanza giacché Iodice non fu dissuaso dal tenere gli illeciti comportamenti dei quali è gravemente indiziato né dai numerosi procedimenti disciplinari intentati nei suoi confronti dal 1991 ad oggi né dalla notizia che la procura aveva avviato indagini a suo carico e neppure dai ripetuti richiami del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria che avviarono inchieste interne su di lui e sulle ditte che per lui lavoravano». Poi il passaggio più duro per Iodice: «Ha dato prova di una spiccatissima propensione a delinquere e di avere particolare difficoltà a percepire il disvalore sociale e penale delle proprie azioni». E per avvalorare questa tesi il collegio riporta quanto dichiarato da Morgana Martelli, che nell'interrogatorio reso al pm il 22 luglio aveva dichiarato: «Iodice considerava il carcere come casa sua». E aveva poi aggiunto: «Diceva sempre che aveva delle idee grandi, che era sprecato a fare il direttore del carcere che era un imprenditore».  Non è servita al direttore del carcere la domanda di pensionamento già presentata. Perché, «pur assente dal servizio per malattia già da qualche tempo», il 20 giugno Iodice inviò un messaggio a Morgana Martelli prospettandogli «interessatissime provvigioni» se gli avesse presentato «ditte solide e referenziate disposte a effettuare massicci lavori edili e stradali all'estero».

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