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«Un agnello e io chiudo un occhio»

«Un agnello e io chiudo un occhio»

Ecco come il funzionario dell'Asl chiedeva soldi e regali agli imprenditori

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CARRARA. Era arrivato a simulare delle irregolarità nei cantieri che aveva visitato Stefano Rustighi, 61 anni, funzionario dell'ufficio di prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl 1. E tutto per avere qualcosa in cambio, dai soldi ai generi alimentari. Di tutto prendeva: dalle bottiglie di vino alle uova di Pasqua, dall'olio extravergine all'agnello di Zeri. A raccontare i dettagli dell'indagine che ha scoperchiato un brutto caso di concussione (sono sei gli episodi contestati al tecnico) è stato il sostituto procuratore Federico Manotti. Il magistrato ha voluto ringraziare pubblicamente l'imprenditore di Zeri che invece di sottostare alle richieste di Rustighi ha denunciato il funzionario in procura. Il tecnico aveva chiesto un agnello per chiudere un occhio per un'infrazione della norma sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Aveva riscontrato una rumorosità eccessiva nel cantiere, anche se in realtà era tutto in regola come hanno potuto poi accertare i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura. E aveva fatto capire che se non arrivava il dono la sanzione sarebbe stata di ottomila euro.  Invece come detto è arrivata la denuncia. Dal racconto dell'imprenditore - titolare di un'azienda che lavorava in appalto per la Nca - è partita l'inchiesta. I carabinieri hanno piazzato una telecamera e un paio di microfoni nell'ufficio e hanno intercettato l'utenza telefonica del funzionario. Era febbraio e siccome Pasqua era vicina ai titolari di altre aziende che aveva controllato chiedeva Uova di cioccolato oppure colombe. Con insistenza, come con insistenza continuava a tartassare l'imprenditore zerasco che non gli consegnava l'agnello che aveva ordinato: «Ma questo agnello deve ancora nascere? Cosa aspetti a portarmelo, vuoi che ti faccia la multa per i rumori?».  Parallelamente alla richiesta dell'agnello Rustighi continuava i suoi controlli e a volere generi alimentari e soldi per sorvolare su violazioni che a questo punto sembrano decisamente inventate. E così i carabinieri sono riusciti ad avere la prova regina, la pistola fumante: il titolare di un'azienda si è recato nell'ufficio del funzionario e gli ha consegnato una busta con duemila euro (anche se lui ne aveva chiesti tremila). Tutto ripreso dalle telecamere.  A questo punto il materiale raccolto dai carabinieri era diventato davvero corposo, anche perché altre ditte, come quella zerasca impegnate in appalti per conto di Nca, hanno cominciato a vuotare il sacco. Ed è scattato l'arresto. Con parecchio materiale - soprattutto generi alimentari costosi - sequestrato.  Oggi pomeriggio in carcere l'interrogatorio di garanzia da parte del gip Giuseppe Laghezza.

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di Redazione web