Il Tirreno

La badante torna dalla mamma

La badante torna dalla mamma

Ai domiciliari la donna accusata di aver maltrattato un'anziana

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MASSA. La badante arrestata giovedì pomeriggio dalla polizia con l'accusa di maltrattamenti aggravati è ai domiciliari. Lo ha deciso il giudice, accogliendo la richiesta del difensore di Maria L., 39 anni. Il pubblico ministero, Alessandra Conforti, invece aveva chiesto il carcere. La badante per ora non ha fornito la sua versione dei fatti perché si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Erano quattro le telecamere installate nell'abitazione della nonnina. Posizionate in tutte le stanze della casa il mercoledì notte, quando Maria L. era andata via. Il giorno seguente le riprese: dalle dieci del mattino alle 16, oltre non si è andati perché il sostituto procuratore Conforti ha deciso di dire stop a quelle barbarie. Prima non era possibile, altrimenti il reato contestato alla donna sarebbe stato più lieve.  La polizia renderà pubblico il video soltanto questa mattina, dopo aver reso irriconoscibili i volti dei protagonisti. Ma già alcune scene sono state svelate con dovizia di particolari ieri in tribunale. Il filmato è davvero sconcertante. Maria L. picchia regolarmente la vecchina ogni volta che questa cerca di interagire con lei. La vittima non è autosufficiente e quindi appena ha bisogno di qualcosa attira l'attenzione della donna che deve accudirla. Per tutta risposta riceve dei ceffoni, sberle date a mano aperta. Talmente rumorose che gli agenti che avevano il compito di ascoltare quanto intercettato dai microfoni posizionati dagli agenti nell'immobile le sentivano distintamente. Quando la vecchina non la disturbava, la badante aveva il tempo per rassettare la casa. Era anche questo uno dei compiti che la figlia dell'anziana le aveva affidato per 800 euro al mese.  Una breve paura da quelle angherie perché poi arrivava l'ora del pranzo e mentre la imboccava Maria L. picchiava quel corpo inerme che non poteva reagire. Un cucchiaio in bocca e una sberla, una forchettata di pasta e una botta sulla schiena. Davvero difficile da sopportare per chiunque, anche se gli inquirenti avevano il dovere di andare avanti per raccogliere più prove possibili dei maltrattamenti. E così le riprese e le intercettazioni audio sono continuate, sotto il controllo del pm - che seguiva da uno schermo quello che accadeva all'interno delle quattro mura - e degli agenti.  Gli inquirenti così hanno visto anche quando la nonnina era seduta sul divano: a un certo punto perde l'equilibrio e si accascia come un sacco. La badante deve tirarla su ma prima di farlo la tempesta di colpi. Ed è proprio che il sostituto procuratore Conforti ha deciso che era arrivato il momento di intervenire. La volante della polizia, che era appostata dietro la porta della casa degli orrori, è intervenuta. I poliziotti hanno suonato alla porta e prima ancora che potesse dire qualcosa avevano arrestato la donna mettendo fine all'incubo della nonnina.  L'unica a non vedere quelle immagini è stata la figlia della vecchina maltrattata: troppo forti per una parente. Anche se i sospetti su quella badante erano diventati con il passare del tempo una certezza. Una volta erano dovuti andare al pronto soccorso per curare due brutte ferite agli occhi, giustificati poi da una caduta. Altre volte invece sulla pelle sono stati trovati i segni di morsi, insomma un accanimento nei confronti di una persona inerme. Davvero inaccettabile. La relazione del medico legale Menconi ha riscontrato arrossamenti ed ematomi, adesso l'indagine va avanti alla ricerca di tutto quello che è avvenuto in quella casa di Montignoso.

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di Redazione Pisa