La manifestazione
«Senegalese pestato»
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I senegalesi davanti al Tribunale per il processo ai loro connazionali Il coordinamento Migranti accusa la Finanza «Sul Lungomare sono loro ad avere aggredito»
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MASSA. «Un pestaggio, un aggressione delle forze dell'ordine nei a danno di due giovani ambulanti stranieri». Così il Coordinamento Migranti Toscana del nord, l'Assemblea antifascista-antirazzista e PrimoMaggio definiscono il parapiglia di giovedì scorso sul Lungomare, che ha portato all'arresto di due giovani senegalesi. La ricostruzione delle associazioni è un'accusa, in particolare alla pattuglia della Guardia di Finanza (che partecipava ai controlli contro la vendita di merce contraffatta) che avrebbe «fermato un lavoratore ambulante immigrato e lo ha aggredito». Sempre secondo il coordinamento Migranti e le altre sigle «a tale aggressione hanno assistito diverse persone, tra cui un altro lavoratore immigrato, il quale ha protestato contro il pestaggio e per questa ragione è stato a sua volta fermato. Per il momento le persone che hanno assistito all'aggressione non hanno ancora trovato il coraggio di denunciarla, sebbene abbiano raccontato i fatti ed espresso la loro indignazione». Insomma, una «aggressione» che non sarebbe «un episodio isolato» ma che si colloca «dentro un contesto di crescente repressione nei confronti dei lavoratori immigrati» che sarebbe in corso nella nostra zona. Ma, secondo le associazioni che si schierano in difesa dei migranti, «di fronte a una crisi economica che riduce il reddito di tutti i lavoratori e anche di quelli immigrati e ambulanti e che rende la situazione sempre più insostenibile» la repressione non è la strada giusta. «Di fronte a questi episodi - dicono - dobbiamo esprimere la nostra indignazione; impedire che le aggressioni delle forze dell'ordine avvengano nella completa indifferenza e impunità. La prima risposta è quella della solidarietà. Non solo solidarietà umana, ma anzitutto solidarietà sociale tra lavoratori immigrati e italiani».
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