Il Tirreno

Sicurezza, arrestato un tecnico Asl

A destra il sostituto procuratore Federico Manotti, ha coordinato l’indagine sul tecnico dell’Asl che si faceva pagare per chiudere un occhio nei controlli; l’arresto è stato fatto dai carabinieri
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A destra il sostituto procuratore Federico Manotti, ha coordinato l’indagine sul tecnico dell’Asl che si faceva pagare per chiudere un occhio nei controlli; l’arresto è stato fatto dai carabinieri

Stefano Rustighi è accusato di aver preso soldi per ammorbidire i controlli

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 MASSA. Sono stati i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura ad andare in casa di Stefano Rustighi, a Carrara, venerdì pomeriggio. All'uomo, tecnico dell'ufficio prevenzione infortuni e sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno comunicato che era in arresto. Il reato contestato è di concussione. A denunciarlo il titolare di un'azienda stufo dalle continue richieste di soldi.  Quando Rustighi, 61 anni, ha visto i carabinieri alla porta è stato colto da malore. I militari si sono accertati che le sue condizioni di salute non fossero preoccupanti e poi hanno eseguito una serie di perquisizioni e sequestri. In tutto la visita nell'appartamento è durata un paio di ore. Poi l'uomo è stato portato in carcere.  Il suo compito era quello di prevenire gli infortuni e far rispettare le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Per questo si recava nei cantieri navali e segnalava tutto quello che non andava. Soltanto che secondo l'accusa invece di sanzionare chi non rispettava la legge si faceva dare qualcosa per stare zitto. A denunciarlo è stato il titolare di una ditta, esasperato dalle continue richieste di denaro. E non solo. Rustighi, sempre secondo quanto sostiene la magistratura, non avrebbe disdegnato neppure generi alimentari come bottiglie di vino e pregiato e pezzi di agnello zerasco. Proprio da questa sua passione per l'ovino più famoso della zona gli inquirenti hanno ribattezzato l'operazione che ha fatto scattare le manette ai polsi del tecnico dell'Asl "Agnello". Il reato contestato, concussione, fa capire che per gli inquirenti era Rustighi che imponeva alle ditte - tutte impegnate nella cantieristica, soprattutto con appalti per Nca - di fargli dei "regali" per chiudere un occhio sulle infrazioni commesse. Anche per cose di poco conto, come l'assenza di un cartello, il tecnico avrebbe chiamato un responsabile e fatto presente che doveva fare il verbale. A meno che... E lì scattava il regalo. Il tecnico - ne sono convinti gli investigatori - era diventato tanto più scrupoloso nei controlli quanto più esigente nelle richieste. Non immaginando che prima o poi qualcuno sarebbe andato a raccontare tutto.  Gli inquirenti - l'indagine è condotta dal pubblico ministero Federico Manotti - non hanno dubbi sulle accuse, anche perché il tecnico dell'Asl era tenuto d'occhio dal novembre dell'anno scorso. E fino a quattro mesi fa è stato anche intercettato. Non solo: alcuni pagamenti dei titolari delle ditte, aziende della provincia apuana ma anche di Viareggio e La Spezia, trovate non in regola erano anche controllati dalla procura e così è stato possibile rintracciare sia la richiesta sia il passaggio di denaro contante.  Rustighi, difeso dagli avvocati Giuseppe Del Papa e Rossella Spediacci, da venerdì sera si trova in una cella del carcere di via Pellegrini. Martedì ci sarà l'interrogatorio di garanzia, ma domani gli inquirenti spiegheranno cosa hanno scoperto nei quattro mesi di indagini. L'Asl, invece, ha preferito non commentare l'episodio.

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