Il Tirreno

Sfidano la bandiera rossa con le loro moto d'acqua Salvati tre ventenni

Una vedetta della Capitaneria
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Una vedetta della Capitaneria

I giovani invece di tornare a riva sono scappati perché avevano paura di essere puniti dalla capitaneria

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MARINA. C'era la bandiera rossa e il mare faceva paura soltanto a guardarlo, ma la voglia di provare le moto d'acqua era troppo forte per tre ventenni che ieri pomeriggio si sono spinti trecento metri al largo all'altezza dello stabilimento balnerare dei carabinieri. Per qualche istante si sono anche divertiti, poi due di loro hanno fatto rientro perché le onde diventavano sempre più minacciose. Soltanto uno è rimasto a fare evoluzioni. Ma la sua spensieratezza è durata una decina di minuti perché il giovane ha perso il controllo del mezzo. E ha iniziato a chiedere aiuto. Uno dei suoi amici ha ripreso la moto e si è diretto a velocità sostenuta verso di lui. Risultato? Entrambi venivano sballottati da una parte e dall'altra, come fuscelli. Sembravano avere la peggio, tanto che i carabinieri hanno dato l'allarme alla capitaneria di porto. È intervenuta una motovedetta ed è salito in moto anche il terzo ragazzo. Armato però di una corda che gli avevano dato i bagnini, che nel frattempo si erano arresi all'idea di andarli a salvare con il pattino. Il terzetto di amici si sono passati l'un l'altro la corda e piano piano hanno fatto rientro a riva. Ma quando mancavano pochi metri a toccare la sabbia, invece di continuare hanno accelerato e sono spariti in un istante. Sapevano che sarebbero stati multati per aver sfidato la bandiera rossa.  La motovedetta della capitaneria di porto ha cercato il trio per qualche minuto, poi è rientrata. Ora li cercano i carabinieri.

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