La manifestazione
Ambulatorio cardiologico: 36 gradi
Sara Ligutti
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Lingresso del distretto di Avenza nella sede provvisoria Proteste al distretto, installati "pinguini" ma il caldo resta torrido
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AVENZA. Ancora emergenza caldo al distretto sanitario di Avenza. L'Asl lunedì scorso ha installato cinque condizionatori d'aria portatili (dei 10 pomessi) ma i "pinguini" non sono abbastanza potenti per rinfrescare gli ambienti, il tubo di scarico deve essere fatto uscire dalla finestra, perciò le temperature negli ambulatori rimangono alte. In cardiologia, addirittura, termometro alla mano, ci sono 36 gradi, decisamente troppi per una stanza che deve ospitare cardiopatici. E medici e infermieri denunciano: «Così non si può continuare a lavorare». Come già rilevato la settimana scorsa, il piano terra della sede provvisoria dell'Asl di Avenza è stato progettato senza tenere conto dell'impianto di condizionamento d'aria. Per compensare sono stati montati ventilatori a soffitto che, però, non portano il minimo refrigerio a personale medico e pazienti. E questo vale anche per i "pinguini" recentemente installati: nelle poche stanze in cui sono presenti è come se non ci fossero, ma rimanendo accesi tutto il tempo comportano comunque un notevole consumo di energia. «Non è il modo in cui si deve lavorare» dice un'infermiera. «I medici visitano i pazienti e non fanno altro che sudare. Inoltre questo caldo non fa bene neanche a chi viene qui, come i soggetti cardiopatici e i bambini molto piccoli. E anche noi medici e infermieri alla fine del turno torniamo a casa sfiniti». E nel pomeriggio, a detta di chi ci lavora, la situazione peggiora: il sole batte sulla struttura, surriscaldandola ulteriormente, e nel corridoio non c'è neppure un filo d'aria, nonostante tutte le porte lasciate aperte. Il personale medico ha scritto lettere ai propri superiori, chiedendo di risolvere al più presto questa situazione che rende ogni giorno più difficile lavorare. Tuttavia, per il momento, dicono di non avere ancora ricevuto risposta. Inoltre, al piano di sopra, dove si trovano gli uffici e gli spogliatoi, l'impianto di aria condizionata c'è e funziona. Lo sbalzo di temperatura fra i due ambienti è notevole e il personale medico denuncia anche malori dovuti a questo brusco passaggio. Ma il caldo, nel distretto di Avenza, non crea problemi solo alle persone: i computer a volte smettono di funzionare per le temperature elevate, e anche il pannello centrale da cui partono tutte le connessioni risulta surriscaldato al tatto. Proprio per questo motivo, una mattina il Touch Screen che emette i biglietti per fare la fila al CUP si è spento, costringendo il volontario della protezione civile a distribuire ai pazienti numeri scritti a mano.
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