Il Tirreno

Pignone, via libera all'ampliamento

Claudio Figaia
Pignone, via libera all'ampliamento

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MASSA. Ora Nuovo Pignone può crescere. Il consiglio comunale ha approvato in via definitiva la variante urbanistica che consente all'azienda di allargare i suoi spazi produttivi nell'area su via Oliveti oggi occupata da un campo da calcio realizzato dal Cral aziendale. Che da «zona di verde pubblico e sportiva» è diventata a destinazione "industrie manifatturiere in genere".

Un ampliamento da tempo chiesto da Pignone (società che fa parte della multinazionale G&E che costruisce impianti per l'industria petrolifera e del gas naturale), impegnata in un programma di espansione dello stabilimento apuano che prevede anche aree di stoccaggio in viale Zaccagna e l'intensificazione dell'impiego del porto di Marina di Carrara per la spedizione dei suoi manufatti.  La variante urbanistica è, insomma, un passaggio importante per l'economia del territorio. Soprattutto se si pensa al fatto che Nuovo Pignone ha annunciato nuove assunzioni: tra i 150 3 i 180 posti di lavoro tra aumento dei dipendenti e indotto. Ed è per questo che maggioranza e opposizione si sono trovati in sostanziale accordo nel sostenere questa modifica degli standard urbanistici della zona industriale, modifica che prevede il recupero delle aree verdi trasformate in aree produttive nella zona dei Grottini, sulle colline del Candia.

Ma il voto in consiglio - preceduto da quasi 5 ore di discussione - non è stato unanime. Perché alla variante Nuovo Pignone era agganciata un'altra variante: quella riguardante l'area della Solvay Bario e Derivati (Sabed) che si affaccia su via Catagnina, trasformata anch'essa da area a destinazione"verde pubblico", oltre che parcheggio e"zona direzionale" in area a destinazione industriale-produttiva. Tale modifica era stata concepita per dare una risposta ai bisogni di spazio della Fermet di Alberto Ricciardi, costretta a lasciare i terreni vicino al sottopasso del Casellotto. Nel frattempo, però, Fermet (che da decenni era in cerca di spazi per incrementare la sua attività di lavorazione dei rottami metallici), ha acquistato l'ex Italcementi e si è trasferirà lì. Ma la variante è andata avanti ugualmente legata a quella di Pignone in un'unica delibera. Il gruppo del Partito democratico ha contestato questo abbinamento, ha sollevato critiche di «allarme speculazioni» (vedi articolo a fianco) per quanto riguarda la variante Fermet-Sabed e, infine, si è astenuto. Con un'eccezione: quella di Stefano Alberti, che ha votato sì, assieme alla maggioranza e al centrodestra.

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