La manifestazione
LA NORMATIVA
Ma la gara ad invito è prevista dalla legge
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ARCHITETTO. Pietro Giorgieri 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Gli architetti chiedono concorsi e contestano - seppure smorzando la polemica - il ricorso all'affidamento diretto o alla gara ad invito. Ricorso, però, in piena regola e nel rispetto di quanto prevede la normativa. Se, infatti, l'incarico è contenuto nei 100mila euro, il Comune può ricorrere alla gara invitando 5 professionisti iscritti negli elenchi. Per importi ancora più bassi è ammesso l'affidamento diretto. E la procedura spesso è utilizzata perché più rapida rispetto al normale iter concorsuale. Che la normativa sulla gara ad invito non piaccia è altra questione. Il professionista viene, infatti, scelto in base a curriculum, tempo di realizzazione e cifra richiesta. Criteri che, in qualche modo, svalutano la natura intellettuale della progettazione, ma certo non imputabili all'ente locale e riferibili soltanto alla scelta del legislatore. Nel caso delle scale mobili, per fare un esempio d'attualità, gli architetti invitati sono stati Andrea Tazzini, Massimiliano Nocchi, Gianfranco Pellerano, Anna Della Tommasina e Fosca Bondielli. Ma i 5 colleghi, anziché "sfidarsi" hanno optato per la logica "l'unione fa la forza" e hanno deciso di costituire un'associazione temporanea di professionisti. Anche in questo caso è stato scelta la gara ad invito perché l'importo complessivo dell'incarico non supera i 100mila euro. È stato affidato, invece a Pietro Giorgieri il compito di realizzare il progetto mercato coperto, sempre a seguito di gara ad invito. Incarico a Marcello Raffo, invece, per piazza Mercurio.
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