Sicurezza
Crociere, in fumo 150mila euro
Cinzia Carpita
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CARRARA. Un pugno allo stomaco dell'economia locale: fra agosto e ottobre il territorio subirà una perdita di almeno 150mila euro, spalmata su porto e commercio. E' l'effetto, per ora a grandi linee, dell'annullamento improvviso di sette delle 13 navi da crociera previste per il 2010 dall'accordo fra TrumpyTours e Porto spa, che aveva dato vita 3 anni fa alla Porto di Carrara Crociere.
Le rezioni nel mondo della portualità e non solo, sono state di disappunto e incredulità. Le motivazioni della compagnia armatoriale e di navigazione sarebbero da ricondursi principalmente ai costi del rifornimento-carburante (bunkeraggio) ma trapelano anche altri motivi.
Luigi Guccinelli presidente della Port Authority: «Ho fatto verifiche. Le motivazioni ufficiali che ci vengono comunicate sono i costi del porto di Marina rispetto a quelli di Livorno, cioè i costi di piloti, ormeggiatori, rimorchiatori e il bunker (per l'approvvigionamento di gasolio, arrivano bettoline da Livorno). Ma sono i soliti costi degli ultimi 3 anni, non è cambiato nulla qui. Per il rifornimento, perché non lo fanno a Civitavecchia dove fanno scalo? Secondo me potrebbe anche aver pesato la tensione fra gestione a bordo e servizio di accoglienza a terra con la crazione del'Ati (associazione temporanea di imprese ndr.) : tensione che è stata rappresentata ufficialmente all'Autorità Portuale, e che non è stata gradita dall'armatore. E ora questa decisione in piena stagione turistica, mentre una settimana fa hanno fatto domanda per le crociere del 2011». Le conclusioni di Guccinelli: «Bisogna porsi il tema della gestione di una nave da crociera a Carrara, che non è facile. Abbiamo fatto un esperimento per 3 anni, ma ora tutto è condizionato dalla necessità di creare la stazione marittima ampliando il porto, altrimenti qui non ci sarà un futuro crocieristico. Io sono ottimista in quanto il Comune vuole dare avvio al procedimento di pianificazione, e lo porterà in consiglio il 9 agosto. Ora il porto commerciale è in ripresa ma la convivenza con il crocieristico presuppone la stazione marittima».
Fernando Maggiani dell'agenzia marittima Maggiani che cura gli accosti delle navi da crociera: «Dicono che far venire qui la bettolina da Livorno gli costa di più. Ci hanno dato 15 giorni di preavviso dall'ultima nave. Siamo rimasti piuttosto sorpresi. Anche perché, Noi avevamo già una dozzina accosti previsti per il prossimo anno. Ma intanto per quest'anno sono arrivate 6 navi e le altre 7 da qui a ottobre non arriveranno più. Dispiace a tutti quanti, qui».
Andrea Vatteronidegli ormeggiatori: «Hanno annullato le navi di punto in bianco. E noi ci perdiamo 16mila euro. Per noi è un danno».
Bruno Lugari dei piloti: «Le tariffe sono quelle dell'anno scorso, decise dal ministero dei trasporti a seconda del movimento nei porti. A Livorno giocano sulla quantità e hanno quindi tariffe più basse. La Trumpy avrà fatto i suoi calcoli sui costi del bunkeraggio, anche se logisticamente il nostro porto è vantaggioso per i crocieristi: il casello autostradale è vicinissimo per i pullman diretti nelle città d'arte. Considerando il nostro servizio per ogni entrata e uscita della nave dal porto, perderemo circa 28.000 euro. La frittata ormai è fatta. C'è il boom delle crociere, ma a qualcuno forse non interessa. Ci vuole la volontà, ci vuole la stazione marittima: più navi vengono, più guadagnamo. Quello che sta capitando è una perdita economica per il territorio, e una perdita di immagine».
Enrico Bagnasco comandante di turno dei rimorchiatori. «Grosso modo per noin la perdita sarà di circa 20.000 euro. La decisione di annullare le navi ci ha lasciati spiazzati. In 3-4 anni avevamo già dimezzato lavoro e personale. Ora siamo 7 addetti con 2 rimorchiatori».
Carlo Lorenzini dell'Ati Carrara Turismo, l'associazione che fa il servizio di accoglienza a terra (su bando comunale): «Recentemente ho parlato con Giovanni Costa della Trumpy, della possibilità di vendere i pacchetti-cave a bordo per il prossimo anno. Domenica scorsa sono rimasti sul nostro territorio 637 crocieristi, il trenino turistico lo hanno utilizzato 328 persone (il prezzo è di 5 euro a testa), quindi con un incasso di circa 1.600 euro. Alle cave sono andate tre jeep con 24 persone (30 euro a biglietto). Tutti turisti che non arriveranno più quest'anno. Tra l'altro, noi non vendiamo le escursioni a bordo nave, ma le offriamo a coloro che decidono di scendere per passare la giornata nel nostro territorio. Che problema c'è?».
Le rezioni nel mondo della portualità e non solo, sono state di disappunto e incredulità. Le motivazioni della compagnia armatoriale e di navigazione sarebbero da ricondursi principalmente ai costi del rifornimento-carburante (bunkeraggio) ma trapelano anche altri motivi.
Luigi Guccinelli presidente della Port Authority: «Ho fatto verifiche. Le motivazioni ufficiali che ci vengono comunicate sono i costi del porto di Marina rispetto a quelli di Livorno, cioè i costi di piloti, ormeggiatori, rimorchiatori e il bunker (per l'approvvigionamento di gasolio, arrivano bettoline da Livorno). Ma sono i soliti costi degli ultimi 3 anni, non è cambiato nulla qui. Per il rifornimento, perché non lo fanno a Civitavecchia dove fanno scalo? Secondo me potrebbe anche aver pesato la tensione fra gestione a bordo e servizio di accoglienza a terra con la crazione del'Ati (associazione temporanea di imprese ndr.) : tensione che è stata rappresentata ufficialmente all'Autorità Portuale, e che non è stata gradita dall'armatore. E ora questa decisione in piena stagione turistica, mentre una settimana fa hanno fatto domanda per le crociere del 2011». Le conclusioni di Guccinelli: «Bisogna porsi il tema della gestione di una nave da crociera a Carrara, che non è facile. Abbiamo fatto un esperimento per 3 anni, ma ora tutto è condizionato dalla necessità di creare la stazione marittima ampliando il porto, altrimenti qui non ci sarà un futuro crocieristico. Io sono ottimista in quanto il Comune vuole dare avvio al procedimento di pianificazione, e lo porterà in consiglio il 9 agosto. Ora il porto commerciale è in ripresa ma la convivenza con il crocieristico presuppone la stazione marittima».
Fernando Maggiani dell'agenzia marittima Maggiani che cura gli accosti delle navi da crociera: «Dicono che far venire qui la bettolina da Livorno gli costa di più. Ci hanno dato 15 giorni di preavviso dall'ultima nave. Siamo rimasti piuttosto sorpresi. Anche perché, Noi avevamo già una dozzina accosti previsti per il prossimo anno. Ma intanto per quest'anno sono arrivate 6 navi e le altre 7 da qui a ottobre non arriveranno più. Dispiace a tutti quanti, qui».
Andrea Vatteronidegli ormeggiatori: «Hanno annullato le navi di punto in bianco. E noi ci perdiamo 16mila euro. Per noi è un danno».
Bruno Lugari dei piloti: «Le tariffe sono quelle dell'anno scorso, decise dal ministero dei trasporti a seconda del movimento nei porti. A Livorno giocano sulla quantità e hanno quindi tariffe più basse. La Trumpy avrà fatto i suoi calcoli sui costi del bunkeraggio, anche se logisticamente il nostro porto è vantaggioso per i crocieristi: il casello autostradale è vicinissimo per i pullman diretti nelle città d'arte. Considerando il nostro servizio per ogni entrata e uscita della nave dal porto, perderemo circa 28.000 euro. La frittata ormai è fatta. C'è il boom delle crociere, ma a qualcuno forse non interessa. Ci vuole la volontà, ci vuole la stazione marittima: più navi vengono, più guadagnamo. Quello che sta capitando è una perdita economica per il territorio, e una perdita di immagine».
Enrico Bagnasco comandante di turno dei rimorchiatori. «Grosso modo per noin la perdita sarà di circa 20.000 euro. La decisione di annullare le navi ci ha lasciati spiazzati. In 3-4 anni avevamo già dimezzato lavoro e personale. Ora siamo 7 addetti con 2 rimorchiatori».
Carlo Lorenzini dell'Ati Carrara Turismo, l'associazione che fa il servizio di accoglienza a terra (su bando comunale): «Recentemente ho parlato con Giovanni Costa della Trumpy, della possibilità di vendere i pacchetti-cave a bordo per il prossimo anno. Domenica scorsa sono rimasti sul nostro territorio 637 crocieristi, il trenino turistico lo hanno utilizzato 328 persone (il prezzo è di 5 euro a testa), quindi con un incasso di circa 1.600 euro. Alle cave sono andate tre jeep con 24 persone (30 euro a biglietto). Tutti turisti che non arriveranno più quest'anno. Tra l'altro, noi non vendiamo le escursioni a bordo nave, ma le offriamo a coloro che decidono di scendere per passare la giornata nel nostro territorio. Che problema c'è?».
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