Gioco
Case invase dal fumo dei falò accesi per bruciare sterpaglie degli orti
Sergio Mastrini
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FIVIZZANO. Ieri mattina di buon'ora gli abitanti della frazione di Campiglione sono stati svegliati dall'odore acre di legna e sterpaglia bruciata, il cui fumo ha invaso alcune abitazioni. In un primo momento si è pensato a un incendio boschivo e quindi è stato dato l'allarme e qualcuno ha anche telefonato ai vigili urbani e al sindaco Paolo Grassi, però in quel frangente fuori sede. Frattanto è stato scoperto che il fuoco proveniva da alcuni falò accesi nelle vicinanze del centro abitato per bruciare sterpaglie e vegetazione di scarto dei tanti orticelli e campi che circondano la zona. E quando i falò sono stati spenti qualcuno ha pensato di denunciare il fatto alle autorità, ma pare che non esista una normativa precisa in merito, dato che il Comune si affida al regolamenteo della Comunità montana che vieta l'accensione dei fuochi a una distanza inferiore di 500 metri dai boschi. «Paradossalmente - è stato il commento dei residenti - vengono tutelati gli alberi e non la salute della gente che viene svegliata dal fumo e dall'odore acre. Servirebbe maggiore buon senso civico».
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