Il Tirreno

Calci e pugni per un parcheggio

Calci e pugni per un parcheggio

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MASSA. Il caldo accende gli animi e in città da qualche giorno a questa parte si sta assistendo a un'impennata di zuffe. Si litiga tra parenti, amici e vicini di casa. L'ultimo caso riguarda appunto quest'ultima tipologia di persone ed è avvenuto in un condomio di Marina di Massa.  I protagonisti sono due uomini e una donna. Non c'entrano storie di sesso né di tradimenti, però.

Tutto è nato banalmente da un problema di parcheggio. Un'occupazione di uno spazio riservata che è finita prima a spintoni e poi a calci e pugni. E se non fosse intervenuta una volante della polizia chissà dove si poteva arrivare.  Ma veniamo all'accaduto: la ragazza è arrivata verso l'ora di pranzo nel cortile condominiale, aveva fretta di andare a casa e quindi ha lasciato la propria vettura nel primo parcheggio che ha trovato. Peccato che non era il suo e ancor più peccato che poco dopo è arrivato il legittimo proprietario del posto auto. E da qui è partita la lite, prima a parole e poi a spintoni.  La donna ha iniziato a chiesdere aiuto ed è a questo punto che entra inscena il terzo uomo. Che poi altro non è che il compagno di lei, che stava aspettando la sua fidanzata in casa. Lui ha preso le difese della donna e ha prima insultati e poi minacciato l'automobilista.

Dalle parole si è passati alle vie di fatto in pochi secondi. I due si sono prima presi a pugni, poi si sono ritrovati in terra a menare fendenti sul corpo dell'avversario. Qualcuno ha deciso che era quello il momento di chiamare la polizia e così è intervenuta la volante. Agli agenti è toccato il compito di riportare la pace tra i tre. Non è stato semplice, tanto che non è escluso che partano le denunce.  Ma questo non è un caso isolato. Le zuffe, specie in giornate così afose come queste, sono all'ordine del giorno. Gli interventi di questo genere sono frequenti: nel 2009 sono stati 141; nel primo semestre del 2010 sono cinquantuno.  A parlare del fenomeno è il vice questore Alessandro Gini: «Gli interventi che la polizia deve effettuare per questi motivi sono molto pericolosi - spiega - perché spesso la situazione può degenerare e sfociare in episodi di violenza, anche estrema. Non è raro vedere che i protagonisti della lite (ma anche gli agenti) riportino lesioni gravissime o, addirittura, ferite mortali».

E Gini conclude: «Quando la centrale operativa manda la volante in un luogo dove è stata segnalata una zuffa, gli operatori sanno che dovranno inquadrare la situazione usando soprattutto la psicologia. Non devono mai prendere le parti di alcuno dei litiganti, ma devono soprattutto osservare attentamente tutti i movimenti delle persone coinvolte al fine di non farsi sorprendere da aggressioni che possono avere dei risvolti spiacevoli».

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