Il Tirreno

Partì dal porto di Carrara l'inchiesta su Giampaolo Ganzer comandante del Ros

Giampaolo Ganzer
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Giampaolo Ganzer

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 CARRARA. La notizia è stata da prima pagina: Giampaolo Ganzer, attuale comandante del Ros, condannato a 14 anni, insieme al suo ex braccio destro, il colonnello Mauro Obinu, ora in forza all'Aise (per lui 7 anni e 10 mesi).  Entrambi coinvolti in presunte irregolarità nelle operazioni antidroga tra il '91 e il '97.  In pochi forse lo sanno, ma proprio una di quelle operazioni antidroga ritenute illegali ebbe come teatro di partenza il porto di Carrara.  E fu quello l'inizio della fine per l'allora ufficiale dell'Arma, visto che da lì partirà l'inchiesta che porterà al processo in primo grado appena conclusosi al tribunale di Milano.  La testimonianza sui quei giorni del gennaio del 1994 arriva direttamente dalla deposizione in aula del procuratore aggiunto milanese Armando Spataro.  «Conoscevo Ganzer dagli anni del terrorismo, quando faceva parte delle speciali sezioni investigative - ricorda Spataro - ne apprezzavo le qualità professionali e umane. Dunque non mi meravigliai quando, all'inizio del 1994, ricevetti una sua telefonata».  Ganzer e un altro ufficiale dei Carabinieri gli chiedono un decreto di ritardato sequestro per un carico di 213 chili di cocaina in arrivo al porto di Carrara proveniente da Cartagena (Colombia).  Spataro firma il decreto. Ma subito dopo la vicenda si complica.  La coca viene sequestrata dai carabinieri sulla banchina del porto il 21 febbraio 1994.  Poi sparisce.  Ricompare a Roma, nella caserma del Ros di Ponte Salario. Spataro non viene più informato di niente.

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di Redazione web