Sicurezza
Oligeri del comitato vittime di San Terenzo: importante che i giovani sappiano come si sono svolti i fatti
Niente risarcimenti per le stragi naziste Germania graziata dalla corte dell'Aja
Fabrizio Palagi
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SAN TERENZO MONTI. La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha detto no al risarcimento per le vittime degli eccidi compiuti dalle Ss durante l'estate del 1944, a partire da Sant'Anna di Stazzema. La causa partì dalla strage che i nazisti fecero nei pressi di Arezzo a Civitella, Cornia e San Pancrazio il 29 giugno 1944: 203 morti. Nel 2003 i famigliari di due vittime si costituirono parte civile e nel 2008 un tribunale stabilì un risarcimento di 800mila euro. Tornando alla corte dell'Aja, i giudici hanno così dato ragione alla Germania che contestava la precedente sentenza emessa dalla Cassazione, con cui lo Stato tedesco era condannato a pagare per le atrocità commesse dai suoi soldati sul finire della seconda guerra mondiale. Pare vanificato, dunque, il lungo processo condotto dalla Procura militare della Spezia sulle stragi di Sant'Anna di Stazzema e, appunto, Vinca e S. Terenzo. Dopo aver appreso la notizia, immediato e amaro il commento di Roberto Oligeri, presidente del comitato vittime delle stragi naziste compiute nel Fivizzanese durante il tragico agosto 1944, proprio a due passi dalla Linea Gotica. «Il mio non è un commento accompagnato da stupore - esordisce Oligeri - già in altre occasioni ho avuto modo di riferire che, dal dopoguerra in poi, tutto è stato fatto per proteggere gli assassini, fornendoli di passaporti falsi e facendoli espatriare soprattutto in America Latina e nulla invece è stato prodotto nell'interesse dei superstiti e dei parenti delle vittime, della cui sorte nessuno si è mai preoccupato. Il processo degli Alleati nel 1947 a Venezia contro i vertici militari tedeschi, dove la magistratura italiana venne totalmente estromessa e ai famigliari rifiutata la costituzione di parte civile, si concluse, a livello pratico, con delle condanne risibili. Dopo la scoperta dell'Armadio della Vergogna, la magistratura militare s'è messa all'opera, rintracciando testimoni e colpevoli ancora in vita. Vi sono stati quindi importanti processi che hanno visto la condanna all'ergastolo per numerose ex Ss e l'obbligo dello Stato tedesco di risarcire i famigliari delle vittime. Ecco allora all'opera "il tam tam" dei potenti del mondo: il 28 aprile di quest'anno, il nostro Governo, sensibile alle richieste della Germania, vara un decreto legge che di fatto sospende tutte le sentenze che obbligano Berlino a pagare per i crimini in Italia». Oligeri a questo punto calca la mano: «Tutto pertanto si è svolto secondo copione. Quello che riveste fondamentale importanza in questo frangente è che venga correttamente mantenuta la memoria degli avvenimenti. Purtroppo questo non sempre avviene; il caso lampante è fornito da quanto accaduto e accade a San Terenzo dove alcuni continuano ad addossare la colpa dell'eccidio ai partigiani, omettendo volutamente che il loro intervento contro i nazisti venne richiesto con insistenza da abitanti della zona. Si continua con il perdurare di erronee rappresentazioni della verità, magari fatte in buona fede. È il caso della "via crucis" che da qualche anno si svolge la sera del 18 agosto, vigilia della strage, partendo dal paese sino alla fattoria di Valla, luogo del massacro. Un'ottima iniziativa che mi auguro venga sempre portata avanti. Purtroppo nella lettura, durante le varie "stazioni", di quanto accadde in quel triste frangente accanto a notizie corrette e fondate compaiono numerose leggende metropolitane; questo lo si ritrova anche in una piccola pubblicazione fatta circolare lo scorso anno per il paese. Eppure vi sono le sentenze dei magistrati, il lavoro degli inquirenti, l'inchiesta del servizio investigativo britannico che parlano chiaro, portando tutto in un'altra direzione. Per alcuni è una verità scomoda; non per niente hanno fatto sparire dal nostro museo storico documenti e articoli di giornali che riportavano quanto gli organi inquirenti avevano accertato ufficialmente accaduto in quegli anni tragici. È importante che la nuova generazione sappia con chiarezza come si sono svolti i fatti: ognuno poi, senza condizionamenti, saprà quale opinione adottare. È per questo che ho chiesto al sindaco Paolo Grassi di svolgere la funzione di oratore per la ricorrenza del 19 agosto. Ho documenti ufficiali e notizie inconfutabili che vanno pubblicamente divulgati affinchè la memoria venga mantenuta».
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