Il Tirreno

La spiaggia è gratis, la doccia no

Chiara Sillicani
<b>STABILIMENTO.</b> La spiaggia libera attrezzata davanti al Brugiano &egrave; gestita in convenzione con il Comune
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STABILIMENTO. La spiaggia libera attrezzata davanti al Brugiano è gestita in convenzione con il Comune

Mette una gettoniera nel bagno affidato dal Comune: è polemica

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 MARINA DI MASSA. È vero che 20 centesimi non ti cambiano la vita, spesso la monetina dorata ti finisce in fondo alla tasca dei pantaloni e neanche ti accorgi di averla. Ma a qualcuno l'idea di sborsare 20 cent per pagarsi la doccia (fredda) proprio non va giù. Soprattutto se ha scelto una spiaggia libera contando sulla possibilità di godersi mare e sole a costo zero.  Arriva la gettoniera. Così fa discutere la scelta di Alessio Bruni che gestisce l'Onda Blu, spiaggia libera attrezzata davanti al Brugiano. Ha detto basta allo spreco di acqua ed ha installato una gettoniera. Per togliersi di dosso sabbia e salmastro c'è da pagare. Non una fortuna, si intenda: bastano 20 centesimi. Ma i turisti hanno da dire la loro: attratti dall'idea di non pagare una lira per una giornata al mare, storcono il naso quando dalla doccia non esce un filo d'acqua senza inserire la monetina. Anche se - parola del gestore - con 20 cent si assicurano una bella rinfrescata non una, ma due persone.  Pagano, ma non tutti. Doccia a pagamento, quindi. Ma non per tutti. Perché chi va al mare affittando un ombrellone non versa un centesimo. Quella di Alessio Bruni, infatti, è una spiaggia libera attrezzata: una parte è a piena disposizione di chi vuole godersi il mare senza spendere. La fascia a monte, invece, ospita ombrelli, sdraio, lettini. Come un normale stabilimento balneare. Bene, chi all'Onda Blu affitta un ombrello riceve anche una tessera (gratuita): la inserisci nella gettoniera ed ecco l'acqua. Altra storia per i clienti della spiaggia libera quelli che arrivano da casa (o dall'albergo) con l'asciugamano sotto braccio. Loro i 20 centesimi devono pagarli. Risultato? Parecchia gente - garantisce chi bazzica la spiaggia - ha pensato bene di fare una capatina agli stabilimenti vicini dove la doccia fredda non si paga.   «Una scelta ecologista». Non si nasconde dietro un dito Alessio Bruni. Sa che la gettoniera farà discutere. «La spiaggia che gestisce - spiega con orgoglio - ha avuto importanti riconoscimenti (terza classificata) per l'abbattimento delle barriere architettoniche». Insomma, per il gestore la questione è culturale. «Non è un problema economico, ma un modo per evitare gli sprechi. Quella è acqua potabile e viene usata per lavare lettini, riempire piscinette. Ci sono persone che per rinfrescarsi riempiono bottiglie e se le versano sul capo». Anziché farsi un bagno o usare l'acqua del mare. «Lo scorso anno - prosegue senza alcuna polemica - in due mesi (luglio e agosto) sono stati consumati mille e 600 metri cubi d'acqua: un lago. La metà sarebbe stata più che sufficiente per le docce. È una questione di cultura e di rispetto per l'ambiente». Non solo, Alessio Bruni chiarisce: «Nei giorni di maggior affluenza raccolgo dalla gettoniera 15, massimo 20 euro e i soldi sono rendicontati, certo quelle cifre non coprono la spesa per lo spreco d'acqua».  Le critiche. Ma per qualcuno il motivo sarebbe economico perché quest'anno le utenze dell'acqua per le spiagge libere attrezzate sono state intestate ai gestori e le bollette arrivano a loro. Ma - a quanto pare - far pagare la doccia non è in contrasto con quanto previsto dalla convenzione tra Comune e gestore. L'assessore alle attività produttive Luigi Della Pina apprezza lo sforzo a tutela dell'ambiente: «La questione ecologica mi sembra condivisibile, anche se mi dispiace che l'educazione debba passare attraverso il denaro. La questione è culturale». Poi aggiunge: «Avrei solo apprezzato che la soluzione della gettoniera fosse stata concordata preventivamente».

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