Sicurezza
Cgil sul piede di guerra per l'estromissione dall'incontro sulle Rsa
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Anziani ospitati in una Rsa Malgrado il contatto avuto con la Società della Salute non sarebbe stata informata del summit con Asl e sindacati
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AULLA. Polemiche dopo la riunione svoltasi martedì pomeriggio presso la Società della Salute, sulla questione delle case di riposo della Lunigiana: a sollevarle è il segretario generale della Cgil Funzione pubblica di Massa Carrara, Paolo Guerra, il quale punta il dito sulla stessa SdS che, a suo dire, dopo essere stata contattata dal sindacato nella mattinata precedente per sapere se ci fossero incontri in vista, non avrebbe fornito informazioni in merito a quello poi svoltosi poche ore dopo nella sede della Società della Salute. Motivo del contendere, dunque, l'incontro relativo alla possibilità che dall'Asl della vicina Spezia non arrivino più i 180 anziani ospitati nelle Rsa della Lunigiana, con conseguente calo dei posti di lavoro tra i dipendenti delle stesse case di riposo esistenti sul comprensorio. «Non eravamo presenti in quanto nessuno ha comunicato tale riunione - sbotta Paolo Guerra in un comunicato al vetriolo - malgrado il contatto avuto con il direttore della SdS che ci ha invece detto che non vi erano incontri previsti con le organizzazioni sindacali e che quella del pomeriggio era un incontro con le sole case di riposo. Abbiamo formalizzato protesta al presidente della Società della Salute, ai sindaci e al direttore generale dell'Asl, tanto più che la nostra assenza viene strumentalizzata da altre organizzazioni sindacali in modo scorretto e alla luce della presa di posizione di tutta la confederazione assunta con comunicato stampa del 20 luglio scorso. Siamo convinti che qualcuno ha lavorato a tentare di escluderci da quel tavolo perchè in forte difficoltà viste le posizioni di approvazione della devastante manovra del Governo assunte da alcune organizzazioni sindacali. Lo ribadiamo: quella manovra sarà la causa di molte situazioni di crisi con cui dovremo convivere quotidianamente in quanto ci troviamo di fronte a un attacco concentrico a un sistema di welfare che ha garantito l'erogazione di servizi universali, così come previsto dalla Costituzione nata dalla Resistenza». «Questo non è un attacco alla Cisl - precisa inoltre Guerra - come incautamente la segreteria della Cisl Fps ha dichiarato, ma purtroppo la drammatica realtà di questi giorni e di quelli che verranno. Da parte nostra crediamo che i lavoratori debbano conoscere le situazioni come realmente stanno. Ribadiamo il nostro invito alla Conferenza dei sindaci, all'Asl e alla amministrazione provinciale, a convocare un tavolo istituzionale anche su ciò che è lavoro pubblico e sull'indotto del lavoro pubblico che occupa tantissimi addetti e che rischiano nei prossimi mesi il licenziamento e il conseguente taglio indiscriminato di servizi al fine di mantenere gli equilibri di bilancio (sia per le aziende pubbliche che private). Occorre soprattutto - è la conclusione di Guerra - che le istituzioni mettano in campo tutta la loro autorevolezza e tutti gli sforzi necessari ad affrontare questa fase che richiede un continuo monitoraggio delle situazioni di crisi e difficoltà e convinca soprattutto le amministrazioni a muoversi unitariamente su questo territorio su tutte le tematiche dando prova realmente di essere una provincia superando i campanilismi e soprattutto superando un modo di gestire il territorio e le sue potenzialità che fino a oggi non ne ha permesso un pieno sviluppo». F.P.
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