Il dolore
Bilancio, il rebus dei sei milioni
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Lassessore Andreazzoli Il Comune cerca di girare alla Progetto il mutuo della via dei marmi
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CARRARA. Investimenti bloccati, mani legate per il patto di stabilità: ma c'è una soluzione allo studio, ovvero, riuscire a "scaricare" sulla Progetto Carrara i sei milioni che il Comune deve garantire nel 2010 per la strada dei marmi. Ma non sarà un compito facile. Nella disamina in conferenza dei capigruppo, è emerso fra l'altro che le piccole aziende artigianali fornitrici del Comune, dirette o indirette, potrebbero risentire in futuro delle difficoltà del Comune legate ai vincoli del patto di stabilità, vincoli che impediscono di spendere oltre a una certa cifra. Per quest'anno, si può arrivare a un budget di 10 milioni, hanno spiegato il sindaco Angelo Zubbani e l'assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli. Ma questi dieci milioni sono già "prenotati": sei milioni per la strada dei marmi; poi c'è un milione e mezzo di "mandati di pagamento" pregressi, che le aziende fornitrici lamentano; e già affidati ci sono lavori in corso per 4 milioni e 400mila euro, da qui al 31 dicembre. Quindi, hanno commentato all'unisono il sindaco e l'assessore, siamo praticamente a zero disponibilità già oggi: e la ricapitalizzazione di Gaia? Ed eventuali altre ricapitalizzazioni? Un vero rebus: «Con gli uffici stiamo lavorando a un piano per spostare dei pagamenti verso le partecipate, in carico alle partecipate stesse quindi - ha spiegato la Andreazzoli - In modo da poter avere delle risorse da mettere a disposizione delle aziende fornitrici. Speriamo poi che ci siano degli alleggerimenti della manovra governativa: ad oggi, abbiamo mezzo milione di possibilità aggiuntive. Noi, comunque, mandiamo avanti la piscina in centro e la sicurezza nelle scuole; insomma, le opere prioritarie». Come ha spiegato il sindaco, il nodo è riuscire a liberare, a sciogliere dal patto di stabilità, i sei milioni per la strada dei marmi: quindi, si sta verificando con la Progetto Carrara se la società può assumere direttamente un mutuo. L'alternativa, è aderire al patto di stabilità interno della Regione, che anticipa 100 milioni per i Comuni. Insomma, prendere lì quei soldi e restituirli in futuro. La terza possibilità, è che possa rientrare il credito Iva, sbloccato dalla soluzione della vertenza con l'agenzia delle entrate (in ballo 5-6 milioni); o ancora che la Regione possa dare dei nuovi contributi. Se almeno una delle quattro possibilità si concretizza, il 2010 si risolve - ha commentato il sindaco - altrimenti, se va tutto male, «a quel punto si andrebbe davvero in sofferenza acuta». M.B.
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