Sicurezza
Due paracadutisti spiegano ai giudici cosa è avvenuto il 15 agosto del 2002 nei cieli di Marina di Massa
«Abbiamo visto l'ala staccarsi»
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In alto il pm Alberto Dello Iacono; a destra i resti dellaereo Pilaus precipitato sulla spiaggia di Marina nel Ferragosto di otto anni fa In aula il racconto di chi era a bordo del Pilatus precipitato a Ferragosto
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MASSA. «Mi sono lanciato dall'aereo con il mio paracadute per riprendere un ragazzo che volava per la prima volta, quando mi sono girato ho visto il Pilatus senza un'ala che precipitava». È il racconto di uno dei testimoni del processo sulla sciagura aerea di Ferragosto 2002. È stato Alessio Cociti a raccontare quello che è accaduto pochi istanti prima dell'incidente aereo che è costato la vita al pilota Cesare Sacchi. Un esperto di paracadutista il teste, che prima di quel Ferragosto di otto anni fa aveva già effettuato un migliaio di lanci. «C'era un tempo stupendo, l'aereo non aveva dato alcun problema. A bordo eravamo una decina pronti a lanciarci, io ero l'ultimo. Appena ho lasciato il velivolo la mia attenzione è stata attirata da un rumore: mi sono voltato e ho visto il Pilatus che cadeva. Gli mancava un'ala, ma il montante a quanto mi ricordo era ancora attaccato alla carlinga. Poi si è schiantato in mare, un gran boato e tanta confusione. I carabinieri ci hanno subito portati in caserma per ricostruire cosa era successo». Prima di Cociti si era lanciato un altro paracadutista, anche lui con molti voli alle spalle: Castaldi. L'uomo si era già buttato dal Pilatus guidato dal pilota Cesare Sacchi, poi deceduto nello schianto, la mattina. «Il pilota era tornato alla pista del Cinquale compiendo una manovra morbida. Nessuna manovra spericolata, a quanto ricordo». Castaldi è preciso nel ricordare il distacco dell'ala: «È venuta già lentamente, quasi fosse una foglia morta». I testimoni sono stati incalzati dall'avvocato Matteo Bertucci, difensore dell'unico imputato rimasto, visto che il proprietario del velivolo è deceduto prima dell'inizio del processo: Denis Miotto, 52 anni, di professione manutentore. È lui che ha effettuato i controlli che di fatto hanno dato il via libera al velivolo. Secondo l'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Alberto Dello Iacono, le manutenzioni (sotto la lente di ingrandimento ci sono tre controlli: il collaudo generale del 2000 e le due verifiche dopo 100 ore di volo del 2001) non hanno scovato un'ossidazione che per la procura sono all'origine del distacco dell'ala destra. Nella prossima udienza, il 24 novembre, parola a un altro perito e agli ultimi testimoni della difesa.
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