Il Tirreno

Un tourbillon di società fino a Panama e Usa

Il pm Federico Manotti
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Il pm Federico Manotti

L'accusa: vendite a catena per sottrarre case e palazzi ai creditori

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CARRARA. I primi ad essere arrestati, il 31 marzo dell'anno scorso, furono l'immobiliarista carrarese Giuseppe Volpi, 47 anni (fra l'altro ex dirigente della Massese), e la compagna Monica D'Aietti, 41enne di Massa. Sarebbe stato Volpi la mente del tourbillon di società, da Massa-Carrara a Milano, da Milano a Panama, Stati Uniti, Lussemburgo, insomma un giro del mondo che, secondo gli investigatori, aveva solo l'obiettivo di allontanare sempre più la proprietà dei beni, e tentare di sottrarli al fallimento.  Le prime denunce risalgono alla primavera-estate del 2007. Il fallimento della holding Hlc, che aveva raggruppato tutte le numerose società immobiliari di Volpi al momento della richiesta di concordato preventivo, aveva scatenato una serie di ulteriori vendite da parte di Volpi e c. che la magistratura fin da subito ritenne fittizie e finalizzate a tenere gli immobili al riparo dai creditori.  Per Volpi e la compagna Monica D'Aietti - ex impiegata e collaboratrice diretta, di Massa - le manette erano scattate quando erano rientrati dalla Malesia per raccogliere gli affitti di alcuni appartamenti rimasti comunque nella loro disponibilità. Insieme a loro furono bloccati Raffaele Ceci, 50 anni, milanese di Rosate, gioielliere, amministratore unico di Prestige Homes e di Le Chateau srl (entrambe le società hanno sede a Milano, Le Chateau è posseduta al 100% da Prestige Homes); la moglie di Raffaele Ceci, Lucia Noia. E ancora, furono fermati Azzurra Menconi, di Carrara, anch'essa collaboratrice di Volpi e legale rappresentante di Olimpia Corp; Matteo Maormina, di Massa, legale rappresentante di Gateway Future srl.   OBIETTIVO: PROTEZIONE DEI BENI. Come avevamo scritto nell'immediatezza degli arresti dell'anno scorso, era un complesso gioco di scatole cinesi e società estere quello messo in piedi da Giuseppe Volpi; molto era già stato evidenziato dalla dettagliata denuncia dell'avvocato Giorgio Porzano, che tutela un aspirante acquirente di un appartamento al Torricchio di Uzzano, il quale aveva messo in evidenza che proprio nell'immediatezza della sentenza di fallimento vi furono una raffica di compravendite. Ad esempio, il Torricchio fu ceduto dalla Reale Costruzioni, di cui Volpi era amministratore unico, alla Prestige Homes l'8 maggio del 2007. L'avvocato ricostruiva un tourbillon: Residenza Paradiso trasferisce a Gateway Future e a Prestige Homes alcuni beni nel maggio 2006, a sua volta Gateway Future trasferisce a Prestige Homes, che conferisce tutto a Le Chateau. Nel maggio del 2006 Volpi Holding cede dei beni a Monica D'Aietti e nel giugno dello stesso anno la convivente di Volpi trasferisce a Le Chateau. Poi spunta anche Belle Epoque, Bellagio e altro ancora. Prestige Homes, con sede a Milano, è di proprietà di Luxury House Llc, con sede all'estero; Le Chateau è di proprietà di Prestige Home; Gateway ha come socio unico la Hacinson Building (Lussemburgo). Tre società che hanno formalmente sede in Italia ma sono partecipate al 100% da società estere anonime.  Il tutto - questa era l'ipotesi dell'avvocato Porzano nel suo esposto, che di fatto ha rappresentato la base per le future inchieste della finanza e della procura - creato allo scopo di aggirare le richieste dei creditori e scongiurare la perdita del patrimonio, mentre chi aveva versato una caparra per l'acquisto della casa, si era ritrovato a mani vuote.  FALLIMENTI A CATENA. La situazione precipita il 16 luglio 2007 quando è dichiarato il fallimento della capogruppo Hlc, che a cascata determina il fallimento di Residenza Paradiso, Reale Costruzioni, Capital Casa e Versilia RE. E con tempismo, il giorno seguente, il 17 luglio, Le Chateau trasferiva alla Olimpya Corp i beni immobili oggetto di scrittura privata sottoscritta nel giugno dell'anno prima e che in pratica erano la garanzia del buon esito del concordato; nello stesso giorno, anche la Prestige Homes cedeva a Olympia Corp i beni acquisiti da Residenza Paradiso di via Dell'Amico (I Loggiati). La Olympia Corp. è stata costituita il 23 maggio 2007, ed è partecipata al 100% dalla società estera anonima Talovana Holding con sede a Manhattan.  VENDITE REVOCATE. In questi mesi intanto, grazie anche ai risultati ottenuti dalla difficile inchiesta penale condotta dal pm Manotti e dalla guardia di finanza, hanno avuto buon fine due cause civili intentate della curatela del fallimento della capogruppo Hlc Spa (di cui è legale l'avvocato Licia Celi), nei confronti di una serie di società quali Gateway Future, Prestige Homes, Le Chateu, Olympia Corp, ma anche Sea View, per vedere dichiarata la revocatoria delle vendite a catena. Di fatto, grazie a queste sentenze, gli immobili tornano nella disponibilità della curatela, e, seppure a fatica, sarà possibile procedere alla vendita e al risarcimento dei creditori.

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