Proteste
«Mi hanno cacciato dallo stabilimento»
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STABILIMENTO. Secondo la cliente gli ombrelloni erano troppo vicini e raggiungere i bagni era molto difficile La turista che non ha pagato: non ho aggredito nessuno, ma gli ombrelli sono vicinissimi
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MARINA DI MASSA. La medaglia, si sa, ha due facce. E le cose cambiano a seconda del punto di vista da cui le guardi. Così se la titolare del bagno Ronchi di Levante racconta di una turista che aggredisce e se ne va senza pagare il conto, la turista, da parte sua, riferisce tutta un'altra storia. Ci tiene innanzitutto a precisare che il sostantivo "turista" poco le si addice. Perché lei Massa la conosce bene e la frequenta da quarant'anni. «Mio marito è fiorentino - racconta - per lui questa è la sua costa. Vengo qui dagli anni' 70, ho una casa. Per questo mi sembra improprio definirmi una turista». Poi racconta la sua versione dei fatti: «Dal mio ombrellone non riuscivo a raggiungere la toilette. La titolare dello stabilimento ha aggiunto una fila e ha anche messo una brandina in più. Per arrivare al bagno mi sono trovata costretta a fare la gincana, scavalcando ombrelloni e sdraio di altri clienti, costretta a scusarmi continuamente con i bagnanti disturbati dal mio passaggio». E in quel tentativo di arrivare alla toilette, la signora si sarebbe addirittura fatta male: «Ho persino sbattuto un ginocchio». La donna sabato, alle quattro, avrebbe, quindi, deciso di parlare con la figlia della titolare: «Io le parlavo e lei andava avanti, così ci siamo trovate nel posto meno opportuno per una discussione: il bar. Le ho detto che non si può pensare di tenere uno stabilimento in quel modo e lei mi ha risposto dicendomi che se non mi andava bene, potevo andarmene. Alle sette di sera stavo tornando a casa, la titolare ha voluto parlarmi e mi ha spiegato che nel loro bagno non mi volevano più, mi ha detto - conclude - di andarmene». Ma i problemi sarebbero continuati il giorno dopo: «Domenica - prosegue la cliente - sono andata allo stabilimento per ritirare le cose lasciate nell'armadietto, ma non ho trovato la chiave. Mi hanno detto che me l'avrebbero data soltanto dopo il saldo. Io ho chiesto le chiavi spiegando che non potevano evitarmi di prendere le mie cose e le ho avute. Ma - assicura - non c'è stato alcuno spintone, nessuna aggressione: il compagno della donna è uscito e mi ha accusato di essere una pianta grane, ma nessuno l'ha spinto. E - aggiunge - sono stata io a chiamare la polizia per spiegare l'accaduto». Poi precisa che le figlie avevano un loro ombrellone e non affollavano il suo. La donna chiarisce che «prima di pagare, vuole fare le valutazioni del caso» e si concede una riflessione generale, sul turismo e il territorio: «Qui non ci sono neanche gli autobus e i marciapiedi sono sconnessi. Io me ne vado sull'Adriatico». C.S.
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