Il Tirreno

«Libertà per Iodice e Cantone»

Il pm Rossella Soffio; a destra il carcere di Massa
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Il pm Rossella Soffio; a destra il carcere di Massa

Appaltopoli, venerdì la decisione sulle richieste di scarcerazione

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 MASSA. Il tribunale del riesame deciderà se concedere o meno la libertà al direttore del carcere di Massa Salvatore Iodice e ad altri arrestati nell'indagine Do ut des, su una sorta di appaltopoli massese, venerdì mattina.Intanto il sostituto procuratore Rossella Soffio sta lavoprando senza soluzione di continuità sull'inchiesta. In questi giorni il suo ufficio è un via vai di persone.  Venerdì mattina il riesame, oltre a valutare la custodia cautelare controfirmata dal gip Giuseppe Laghezza del direttore del carcere massese, esaminerà la posizione di altri due arrestati: Salvatore Cantone, contabile della casa circondariale, e Stefano Tendola, geometra del Provveditorato alle opere pubbliche della Toscana-Opere marittime. Lunedì invece sarà la volta di Antonio Riccardi. Il riesame non deciderà immediatamente, ma lo farà nei giorni successivi. Entro la fine della prossima settimana la sentenza sulla libertà o meno dei quattro arrestati.  Intanto il pm Soffio è confinato nel suo ufficio. Nei giorni scorsi ha sentito alcuni agenti penitenziari. Ai poliziotti ha chiesto se erano a conoscenza del giro che si era creato nella casa circondariale, visto che ormai tutti sapevano da un pezzo che Iodice era indagato. Bocche cucite sull'esito degli interrogatori, ma la sensazione è che qualcosa di utile agli inquirenti sia venuto fuori. Nei prossimi giorni le indagini si sposteranno in Emilia Romagna per ulteriori accertamenti.  Il pubblico ministero resta dell'idea di non sentire il direttore del carcere. Iodice di fatto ha già detto quello che il magistrato si aspettava durante l'interrogatorio di garanzia. E quindi non c'è urgenza per un secondo incontro. Anche se tutto potrebbe cambiare dopo la sentenza del tribunale del riesame.  La scorsa settimana invece uno degli arrestati, Prospero Santacroce, per gli amici Renato, ha invece cercato di dimostrare al pubblico ministero Rossella Soffio, la sua innocenza. Garantendo di non aver mai dato soldi al direttore del carcere Salvatore Iodice. Insomma, l'imprenditore, amministratore della Comies e della Ciesse, ha detto di non avere mai pagato per ottenere appalti. Il colloquio, nel carcere di Livorno, è durato ore, dalle nove e mezzo del mattino fino alprimo pomeriggio. Il pm ha contestato tutte le circostanze emerse dagli atti, con particolare riguardo, chiaramente, alle intercettazioni, telefoniche ed ambientali. «Santacroce - aveva spiegato l'avvocato Paolo Bonini, - ha risposto alle domande punto per punto». E secondo il legale ha illustrato molti particolari denotando, nonostante la difficoltà del momento, memoria e lucidità.

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