Il Tirreno

Nell’ultimo biennio in tutta la provincia non si sono registrati morti e gli incidenti sono sensibilmente diminuiti

Infortuni alle cave, l'Asl lancia un progetto

Sara Ligutti
La responsabile Maura Pellegri
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La responsabile Maura Pellegri

Piano triennale di studi per la prevenzione: la Regione stanzia 628mila euro

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 CARRARA. Un progetto per diminuire gli infortuni alle cave attraverso la prevenzione degli incidenti: è questa la nuova impresa dell'Asl di Massa Carrara che, con l'approvazione della Regione Toscana, ha deciso di attuare un piano triennale di studi.  Infatti, nonostante nello scorso biennio le morti in cava siano pari a zero, e gli incidenti gravi siano notevolmente diminuiti, la strada da fare è ancora molta.  Si chiama "Progetto integrato per garantire maggiore sicurezza nell'attività estrattiva" e vede la collaborazione dell'unità operativa di Ingegneria mineraria della Asl 1, delle ASL di Lucca, Siena, Viareggio e Firenze, dell'università di Pisa (Cnr) e dell'università di Siena (Cgt).  Nel corso dei tre anni di attuazione, la Regione stanzierà un finanziamento di 628.000 euro, di cui 215.000 nella prima annualità. La responsabile e referente del progetto è l'ingegnere Maura Pellegri, direttore di Ingegneria mineraria e del dipartimento prevenzione.  Gli studi sono iniziati il primo giugno di quest'anno e termineranno il 31 maggio del 2013. Entro quella data l'Asl si prefigge di portare a termine sei obiettivi specifici: tra cui studi sperimentali mirati ad analizzare la stabilità dei siti d'estrazione, così da prevenire il pericolo frane.  Le informazioni tecniche raccolte nel corso del triennio saranno comunicate alle imprese e agli enti attraverso articoli divulgativi, convegni e seminari. Inoltre c'è l'intenzione di aggiornare la normativa regionale in ambito estrattivo, per rispondere alle problematiche specifiche emerse in Toscana.  Il filo diamantato è un altro punto che il progetto prende in esame: l'intenzione è quella di testare la resistenza delle macchine per il taglio del marmo, così da evitare situazioni di usura che causano spesso incidenti mortali.  Saranno inoltre installate delle stazioncine meteoclimatiche in cava per la misurazione dei raggi UV e delle radiazioni solari, così da valutare quali sono le condizioni critiche che rischiano di arrecare danni alla salute dei cavatori.  «Un approccio alla sicurezza a 360 gradi»: così lo ha definito il direttore dell'Asl Antonio Delvino. «Non più un approccio empirico all'escavazione, ma un vero e proprio lavoro di prevenzione».  Proprio grazie a questa politica di sensibilizzazione, gli incidenti mortali alle cave nell'ultimo biennio sono stati zero. Nel 2009, gli infortuni sono stati 137, molti meno rispetto ai 230 del 1997.  Nella nostra zona, durante il 2009, ci sono stati 2485 incidenti sul lavoro. Tuttavia, nonostante le problematiche legate all'escavazione del marmo, il settore più colpito da infortuni è quello metalmeccanico con 443 incidenti, seguito da sanità (345), dal commercio (334), dal minerario (290) e dalle costruzioni (286).

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