La manifestazione
Sanità. Il sindacato: tanta la professionalità, ma deve essere rafforzato lorganico, soprattutto in estate
Il pronto soccorso va in tilt
Chiara Sillicani
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OSPEDALE. Lentrata del pronto soccorso cittadino Un medico solo e dieci bambini in sala d'attesa
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MASSA. Pronto soccorso in tilt lunedì sera con 10 bambini in sala d'attesa. Che serva un potenziamento del pronto soccorso la Uil lo sostiene da tempo. Ma lunedì Claudio Salvadori, segretario provinciale per il settore sanità, ne ha la conferma. Perché, dismessi i panni del sindacalista, arriva all'ospedale da utente. Accompagna il nipotino, con dolori di testa e nausea. Attende un'ora e mezzo per poi sentirsi dire - cosa normale e prevedibile - che il bambino deve essere accompagnato al materno infantile. E lì sorge il problema del trasporto: «C'è chi si affida ai propri mezzi - continua il sindacalista - e chi vuole l'ambulanza». Senza parlare dei turisti che spesso hanno bisogno anche di indicazioni stradali. Non usa toni polemici Salvadori e spende parole di stima per tutti i sanitari. «C'era un medico solo - racconta - che trotterellava senza sosta, senza concedersi neanche un secondo di pausa, stessa cosa gli infermieri e l'operatore sanitario addetto al trasporto nei vari reparti. Tanto che - aggiunge - nessuno si è lamentato, tutti hanno riconosciuto il lavoro degli operatori e li hanno ringraziati». Ma - questo intende il sindacalista - il vero problema è il personale: «Non è pensabile che ci sia un solo medico, mi dicono che la cosa è già capitata il 14 a Carrara, non è possibile, tanto più in estate, quando arrivano i turisti». Oltretutto al pronto soccorso lunedì sera arriva "un passerotto di 18 mesi" - come lo definisce Salvadori - con ustioni sul corpo e i medici - giustamente - danno priorità al piccolo, poi trasferito al Meyer (vedi articolo sotto). Ma rimangono in attesa altri bambini. Tra cui il nipotino del sindacalista che accusa cefalee e nausea: sintomi poco rassicuranti. Si riaccende, quindi, il dibattito sulla necessità di un pronto soccorso pediatrico, nella sede che ospita anche l'Opa, per evitare ai giovanissimi pazienti le lunghe attese a cui segue poi la fatidica frase: «Deve andare al materno infantile». «Chiedo - prosegue Salvadori, rivestendo i panni del sindacalista - che sia rafforzato l'organico, non deve capitare, neanche di sera, che un medico rimanga solo». E propone anche un pool di infermieri specializzati che mettano a disposizione del servizio di pronto soccorso le proprie competenze. «Lunedì, fortunatamente, tutto è stato risolto, ma - si domanda Salvadori - come avrebbe fatto quel medico, da solo, se fossero arrivati altri pazienti gravi». Poi l'appello ad Antonio Delvino: «Il direttore generale ha mostrato disponibilità al dialogo, contiamo sul suo sostegno per il potenziamento del pronto soccorso e per la realizzazione di quello pediatrico». Per evitare lunghe attese. Soprattutto ai più deboli: i bambini.
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