La manifestazione
In carcere un consulente fiscale del Canton Ticino, sono accusati di bancarotta in concorso
Crack Volpi, altri tre arresti
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Lo studio dellavvocato Bruno Tavarelli e, sopra gli uffici del dottore tributarista Stefano Della Santina Ai domiciliari un avvocato e un commercialista carraresi
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CARRARA. Clamorosi sviluppi nell'inchiesta del crack dell'immobiliarista Giuseppe Volpi. Tre professionisti - un avvocato e un commercialista di Carrara e un consulente fiscale svizzero - sono stati infatti arrestati ieri dalla Guardia di Finanza di Massa-Carrara. I primi due - Bruno Tavarelli e Stefano Della Santina, entrambi 50enni - sono ai domiciliari, il terzo, Rudy Cereghetti, si trova in carcere. I tre sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, e di bancarotta fraudolenta in concorso con il costruttore edile carrarese Giuseppe Volpi, che fu arrestato a fine marzo 2009 assieme ad altre cinque persone per il crac della sua holding. La Finanza ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare che erano state richieste dal pm Federico Manotti, titolare dell'inchiesta, al gip Laghezza, che le ha firmate. Secondo gli inquirenti, si chiude il cerchio dell'inchiesta aperta l'anno scorso quando, a seguito delle indagini avviate dopo la dichiarazione di fallimento del gruppo di società che faceva capo alla H.L.C. Spa, la capogruppo riconducibile all'immobiliarista Giuseppe Volpi, furono arrestate sei persone per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Secondo gli inquirenti, i primi sei (compreso Volpi) erano stati promotori di società che erano state costituite appositamente per distrarre beni e capitali dal gruppo fallito; in quella circostanza, infatti, vennero eseguiti anche sequestri di complessi immobiliari per un valore di circa 10 milioni di euro. Adesso, invece, la magistratura ritiene di avere individuato coloro che avrebbero aiutato Volpi nell'ideazione del complesso sistema attraverso il quale si sarebbe dovuto procedere alla distrazione (cioé alla vendita) di tutti gli immobili di proprietà del gruppo, per sottrarli al fallimento, e questo con grave pregiudizio dei creditori ed, in particolare, dei cittadini che avevano versato degli anticipi per l'acquisto di case che non avrebbero mai visto. Fino ad oggi, sia l'avvocato e il commercialista carraresi, sia il consulente fiscale cittadino svizzero, erano rimasti sempre dietro le quinte; non ricoprivano alcuna carica all'interno del gruppo Volpi ma sarebbero stati loro, secondo gli inquirenti, ad ideare e a realizzare la complessa rete di società, soprattutto estere, idonee a garantire le cessioni fittizie di immobili da sottrarre al fallimento. Le fiamme gialle apuane fin dall'inizio erano convinte della necessaria esistenza di un livello più alto di responsabilità nella ideazione degli illeciti che si andavano man mano configurando, e i sospetti - secondo gli investigatori - avrebbero preso corpo grazie a riscontri trovati sui file dei computer sottoposti a sequestro. Questi file avrebbero custodito le prove dei rapporti esistenti tra Volpi e i nuovi arrestati, oltre alle metodologie adottate. Nella giornata di ieri, le fiamme gialle hanno sequestrato molta documentazione sia nello studio carrarese dell'avvocato Bruno Tavarelli in centro città, in corso Rosselli (e a termini di legge, trattandosi di un avvocato, alle operazioni era presente anche il pm Federico Manotti) sia in quello di Stefano Della Santina, allo stadio sul viale XX Settembre. Per quanto riguarda Rudy Cereghetti, trasferito in carcere a Massa, ha il domicilio in Svizzera (è nato 58 anni fa a Muggio nel Canton Ticino e risiede a Rancate) ma risulterebbe avere anche un ufficio d'appoggio nel milanese. Ora, la documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni sarà oggetto di una attenta disamina da parte degli investigatori delle fiamme gialle al fine di definire ruoli e responsabilità degli indagati. M.B.
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