Attenzione
Sos per salvare le case di riposo
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Anziani in una casa di riposo (foto darchivio) Cgil invita sindaci, Asl e Provincia a un summit per mantenere i posti di lavoro
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AULLA. Dopo l'allarme scattato per le case di riposo che rischiano un drastico ridimensionamento, sia dal punto di vista dei pazienti ospitati che dei posti di lavoro, immediata la presa di posizione della Cgil che, per voce della segreteria generale, chiede celeri interventi per garantire l'operatività della stesse case di riposo che la salvaguardia degli impieghi. Tutto è nato dal fatto che l'Asl della Spezia potrebbe non rinnovare la convenzione che, cifre alla mano, porta nelle Rsa lunigianesi 180 anziani provenienti dalla Liguria. Patrizia Bernieri, Paolo Guerra e Francesco Fabiloni, così esordiscono: «Lo avevamo detto in tutti i modi, rimanendo inascoltati da chi, oggi, cerca di mettere il cappello alle iniziative di cittadini per la chiusura di reparti negli ospedali della Lunigiana o da chi si accorge che le Asl di altre regioni cercano in tutte le forme reperire risorse per contenere i disavanzi dei bilanci. Vogliamo ricordare a tutti che la manovra finanziaria del governo Berlusconi fa ricadere il suo peso principalmente sui lavoratori pubblici bloccandogli i contratti fino al 2014 e sulle Regioni e autonomie locali in modo devastante obbligandoli a tagliare pesantemente servizi ai cittadini e ai lavoratori per mantenere i budget di bilancio». Per Bernieri, Guerra e Fabiloni «è opportuno ricordare che chi oggi nel nostro territorio cerca di fare il capopopolo, nulla ha fatto a Roma per opporsi e far modificare i contenuti di questa finanziaria. Solo la Cgil ha portato in piazza più di un milione di lavoratori e pensionati per protestare contro una manovra iniqua. Siamo convinti che questa manovra avrebbe potuto essere migliorata se unitariamente si fosse lavorato per modificarne i contenuti, dando centralità ai lavoratori per non essere sottoposti ai ricatti tipo Pomigliano: da parte nostra ci opporremmo con tutte le forze a tentativi di esportazione di tale modello». E la considerazione; «Sorprende piacevolmente pertanto che a livello locale oggi ci si accorga che quanto sostiene la Cgil è drammatica realtà con cui dovremo convivere quotidianamente in quanto ci troviamo di fronte ad un attacco concentrico ad un sistema di welfare che ha garantito l'erogazione di servizi universali, così come previsto dalla Costituzione nata dalla Resistenza. Quello che non accettiamo però, è la strumentalizzazione e il tentare di spostare sulle amministrazioni del territorio (Regioni ed Enti locali) la responsabilità di queste scelte. Se infatti vi sono enti che si trovano in drammatica difficoltà per sconsiderate gestioni passate che li vedono oggi ad affrontare situazioni di estrema difficoltà (Fivizzano, Aulla, Villafranca, Pontremoli), sappiamo anche che la manovra finanziaria aggraverà pesantemente queste difficoltà e ne creerà di uguali anche a quegli enti che hanno bilanci virtuosi. Fatta questa premessa invitiamo la Conferenza dei sindaci, Asl e amministrazione provinciale a convocare un tavolo istituzionale anche su ciò che è lavoro pubblico e sull'indotto del lavoro pubblico che occupa migliaia di addetti e che rischiano nei prossimi mesi il licenziamento ed il conseguente taglio indiscriminato di servizi al fine di mantenere gli equilibri di bilancio (sia per le aziende pubbliche che private). Occorre soprattutto che le istituzioni mettano in campo tutta la loro autorevolezza e tutti gli sforzi necessari ad affrontare questa fase che richiede un continuo monitoraggio delle situazioni di crisi e difficoltà e convinca soprattutto le amministrazioni a muoversi unitariamente su questo territorio su tutte le tematiche dando prova realmente di essere una provincia, superando campanilismi e un modo di gestire il territorio e le sue potenzialità che fino a oggi non ne ha permesso un pieno sviluppo».
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