Il Tirreno

Ennesimo blitz della polizia: gli agenti in borghese hanno interrotto la contrattazione

Lucciole, raffica di multe

Sul lungomare di Marina è tolleranza zero per le lucciole e i clienti
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Sul lungomare di Marina è tolleranza zero per le lucciole e i clienti

Sanzione di 250 euro per 8 clienti e di 75 euro per 12 ragazze

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 MARINA. Dopo le denunce per atti osceni adesso per i clienti delle lucciole arrivano anche le multe. Otto automobilisti l'altra sera si sono visti affibbiare una sanzione da 250 euro per essersi fermati a contrattare con una signorina dell'Est (sono praticamente tutte rumene) una prestazione sessuale.  Imbarazzate le reazioni degli uomini, anche se in un caso uno alla vista degli agenti (in borghese) è sbottato: «Non si può neppure più andare con le donne in questo paese». Qualcuno ha cercato di giustificarsi («mi ero perso volevo chiedere alla ragazza se mi indicava la strada giusta»), uno invece ha detto di non essersi accorto di parlare con una lucciola («credevo fosse una turista e volevo soltanto offrirle da bere»).  Inutile dire che i poliziotti delle volanti non hanno creduto a nessuna di queste frottole (in qualche caso hanno riso perfino di gusto) e hanno sanzionato i clienti. Ma anche le signorine (una dozzina) si sono viste sanzionare (75 euro a testa).  La polizia non ha fatto altro che applicare l'ordinanza del sindaco Pucci, dando il via di fatto alla tolleranza zero al sesso a pagamento. L'intento è quello di ripulire il lungomare di Marina e le zone limitrofe. Le norme anti lucciole del primo cittadino di Massa risalgono all'anno scorso, ma soltanto negli ultimi tempi le forze dell'ordine hanno iniziato a multare.  Nell'ordinanza si vieta il look più esagerato e hard delle ragazze e si punta a rendere la vita più difficile a chi si ferma con l'auto per contrattare la prestazione sessuale.  Il provvedimento, in sostanza, vieta agli automobilisti di rallentare, fermarsi e "accostare" per contattare le lucciole o meglio - «soggetti che per le condizioni di attesa a margine della carreggiata, di atteggiamento o abbigliamento, atti ad attirare l'attenzione dei conducenti, appaiano dediti all'offerta di prestazioni sessuali a pagamento». Insomma, ai potenziali clienti è fatto divieto di «procedere a passo d'uomo»; di «eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente»; «eseguire qualsiasi manovra repentina di accostamento o fermata». E questo anche, specifica l'ordinanza, «dichiaratamente solo per chiedere informazioni».  Proprio per questa ulteriore specificazione sono state inutili i tentativi di giustificarsi da parte degli automobilisti pizzicati dagli agenti. Tra gli otto uomini sanzionati c'erano anche due ragazzi poco più che ventenni. Pure loro, come gli altri, si sono visti i due poliziotti in borghese avvicinarsi al finestrino e chiedere i documenti. Poi la multa senza possibilità di poter far cambiare idea ai tutori della legge. Soltanto uno, come detto, è sbottato: «Ma in questo paese non si può neppure andare con una donna?». Quando ha capito che però c'erano pochi margini ha messo mano al portafoglio e ha pagato senza fiatare. In contanti perché nessuno ha voluto lasciare tracce compromettenti.  Del resto a parte i due ventenni i clienti multati erano tutti sposati e padri di figli. Nessuno di loro era massese, ma arrivavano tutti da vicino. Da molto vicino. A sentir loro era anche la prima volta, ma anche questa ha tutta l'aria di essere una bugia dettata dall'imbarazzo.  I controlli delle forze dell'ordine continueranno anche nelle prossime sere. Con i blitz in borghese o in divisa polizia e carabinieri sperano di allontanare una volta per tutte le signorine. E visto che in precedenza i fogli di via non avevano sortito nessun effetto ecco che sono scattate le multe.  Forse colpendo nel portafoglio chi va con una lucciola si può arginare il fenomeno. Chi abita nei pressi delle strade del sesso a pagamento lo spera, anzi lo pretende.

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