Il Tirreno

LA PROTESTA DEI BALNEARI

Il Sib propone l'entrata libera ma a Marina nessuno aderisce

<b>PRESIDENTE.</b> Roberto Aliboni
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PRESIDENTE. Roberto Aliboni

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 MARINA DI MASSA. È il giorno dello sciopero dei balneari.  Sciopero sui generis in realtà perché non è pensato per creare disagi, ma piuttosto per premiare i clienti. Per dire "no" alla direttiva Bolkestein che prevede l'asta pubblica per le concessioni demaniali, i titolari di stabilimenti potrebbero far entrare gratuitamente i clienti. Potrebbero, il condizionale è d'obbligo perché in quel di Massa nessuno aderirà.  Roberto Aliboni, di Riviera Apuana, l'associazione che raccoglie molti balneari, ha più volte spiegato che «le forme di protesta sono altre.  Servono tavoli con le istituzioni, altro che scioperi» ha chiarito.  E non è finita: in tempo di crisi, pensare ad una giornata di mare offerta dai balneari è davvero dura.  È anche vero che il martedì i turisti sono pochi e negli stabilimenti ci sono soprattutto clienti stagionali, rigorosamente massesi.  La perdita quindi sarebbe minima.  È anche vero che a proporre lo sciopero è stato il Sib, a livello nazionale, ma anche gli stabilimenti che aderiscono al sindacato non offriranno ombrelloni e sdraie gratis ai clienti.  Abbiamo fatto un giro di telefonate e ne abbiamo avuto conferma. Dal bagno Marchini, al Ginevra è un coro di "no".  Chi sperava in una giornata di sole e bagni a costo zero, quindi, si metta l'anima in pace: a Massa non se ne parla neanche.  Il Sib invita anche i balneari a raccogliere le firme dei clienti a sostegno della loro battaglia contro la direttiva europea.  E il rebus è capire quanti cittadini o turisti solidarizzeranno con i concessionari, sostenendo la loro causa.

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