Il dolore
Una vicenda che si trascina da oltre 8 anni: annullata una ordinanza di Barani di fine 2001
Niente barriere acustiche
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Uno scorcio della A15 Il Tar dà ragione all'Autocisa e torto al Comune di Aulla
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AULLA. L'Autocamionale della Cisa non dovrà realizzare barriere antirumore nel territorio comunale aullese. Lo ha stabilito il Tar, decidendo in merito a un ricorso che risale addirittura a otto anni fa. Quando cioé l'Autocisa impugnò davanti ai giudici fiorentini una ordinanza del sindaco di Aulla del dicembre 2001 (e quindi Lucio Barani) con la quale si ordinava di eliminare l'inquinamento acustico. Sul piano tecnico, il ricorso dell'Autocamionale della Cisa era finalizzato ad annullare l'ordinanza del sindaco di Aulla del 17 dicembre 2001, con la quale era stato ordinato alla società, "quale ente concessionario della tratta autostradale, l'eliminazione del problema di inquinamento acustico mediante la predisposizione di barriere fonoassorbenti od altra soluzione tecnica entro il 31 dicembre 2002". Nel suo ricorso, che risale al febbraio 2002, l'Autocisa, concessionaria per la costruzione e l'esercizio dell'autostrada A15 Parma - La Spezia, spiegava che il sindaco di Aulla, aveva dapprima ordinato - con provvedimento del 25 maggio 2001 - di predisporre entro trenta giorni barriere fonoassorbenti, od altro accorgimento tecnico, per ovviare al problema dell'inquinamento acustico nel territorio comunale; l'ordine era stato quindi ribadito con la successiva ordinanza del 15 giugno 2001, impugnata dinanzi al Tar con richiesta di sospensione cautelare, richiesta a cui l'Autocisa, a seguito dei contatti e delle rassicurazioni ricevute dall'amministrazione, aveva rinunziato. Ma il 17 dicembre 2001 il sindaco di Aulla, aveva sì revocato i precedenti provvedimenti, ma aveva nuovamente ordinato di eliminare il problema dell'inquinamento acustico, assegnando il termine del 31 dicembre 2002. Autocisa chiedeva la sospensiva che veniva accordata dal Tar nel dicembre 2002; il merito veniva discusso otto anni dopo. Fra le motivazioni del ricorso, il fatto che il sindaco non sarebbe competente a emanare simili ordinanze su servizi pubblici essenziali, trattandosi - a detta di Autocisa - di un potere riservato in via esclusiva al presidente del Consiglio dei Ministri; o, al limite, di un dirigente comunale e non del sindaco. Si sarebbe inoltre trattato di un periodo troppo breve per intervenire, e comunque - spiegava Autocisa - non vi erano indicazioni sui limiti di pressione sonora che l'amministrazione assumeva per superati a causa della presenza dell'autostrada. I giudici del Tar hanno riconosciuto che il sindaco non aveva il potere di firmare quell'ordinanza, e che inoltre non vi era indicazione precisa sul livello di inquinamento acustico. Morale: niente barriere, e il Comune di Aulla dovrà anche pagare 2mila euro di spese... M.B.
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