Il Tirreno

LA POLEMICA

Paolini: «Sulle scale mobili anche la Sovrintendenza dice sì»

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 MASSA. «Scala mobile o città immobile?» Carlo Paolini, coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà intitola così il suo intervento a difesa del progetto per il castello.  «Il progetto - scrive - non nasce in modo improvvisato magari sollecitato da qualche interesse particolare, ma è inserito nel Piano di sviluppo urbano (Piuss) che porta nella nostra città finanziamenti per milioni di euro, mirati a riqualificare il centro; un piano presentato alla discussione pubblica da più di un anno. Pertanto sono del tutto fuori luogo le lamentele di chi invoca informazione e partecipazione. E fuori luogo sono le lamentele di chi invoca ben altri interventi per la valorizzazione della città, perché il Piuss è un intervento esteso e articolato per la valorizzazione della città».  E «non convincono più», prosegue la nota di Sel, le lamentele su presunti scempi al patrimonio ambientale e culturale «perché la Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali, dopo aver fatto osservazioni critiche al progetto, si appresta a dare l'autorizzazione visto l'accoglimento delle osservazioni. E' semplicemente ridicolo parlare di oscure pressioni sulla Sovraintendenza perché le osservazioni, il percorso di revisione e il conseguente accoglimento si sono svolti in modo trasparente e lineare».  Verrebbe da chiedersi, contrattacca poi Sel, «dov'erano i paladini del castello quando per anni non si è speso un soldo per la promozione del castello, per il restauro delle mura, per il controllo urbanistico del sito e perché si scatenano proprio oggi di fronte ad un'operazione di grande dimensioni per la sua valorizzazione?»  «Viene da pensare che dietro all'ostilità preconcetta al progetto e aldilà di piccole strumentalizzazioni politiche vi sia una certa pigrizia mentale: fa paura tutto ciò che è nuovo. Dal castello di Salisburgo al castello di Lubiana, dall'Hotel della "Montagna incantata" a Davos alla chiesa del Sacro Cuore a Parigi, fino a Perugia o Siena ci sono scale mobili, cremagliere, funivie. Tutti scempi ambientali? Si cerchi di non essere ridicoli, è più onesto allora dire che si preferisce l'immobilismo.  Ma questa amministrazione non sceglie l'immobilismo e si è data un programma di cambiamento, a cui non intende rinunciare. E che passa, nel suo piccolo, anche per la scala mobile del castello».

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