Sicurezza
Morì d'amianto, manager sotto accusa
Alessandra Vivoli
L'operaio della Cnasa (ora Nca) è deceduto a 54 anni nel corso del processo
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CARRARA. Il processo che lo vedeva come parte offesa era cominciato per lesioni colpose, quelle causate dall'amianto. Nel corso degli anni la malattia, il mesotelioma pleurico, lo ha portato via. L'accusa a carico del manager Rinaldo Gastaldi è passata da lesioni a omicidio colposo.
Un'altra morte di amianto. Un altro anello della tragica catena di decessi legati al «mesotelioma pleurico», quella malattia professionale che deriva dall'inalazione delle fibre di amianto. E che, a distanza di tempo, provocano effetti devastanti sui polmoni. Ieri in tribunale l'ex direttore di Cnasa (ora Nuovi Cantieri Apuania), ingegner Rinaldo Gastaldi, doveva difendersi dall'accusa di omicidio colposo (art.589 comma secondo). In principio il capo di imputazione era «lesioni colpose» ma nel corso del procedimento è cambiato. Ed è diventato «omicidio colposo». Perché Alvise Zampolini, l'operaio che dal 1963 al 1972 aveva lavorato nel settore taglio delle lamiere del cantiere, prima si era ammalato di mesotelioma. E poi, nell'aprile di 4 anni fa, a 54 anni, proprio nel corso dello stesso procedimento giudiziario, era deceduto. Ieri in aula ha sfilato sul banco dei testimoni uno degli ex operai del cantiere. E, incalzato dalle domande del pm Massimo Ginesi, ha raccontato come avvenivano le operazioni di taglio dentro a Cnasa.
«Lavoravamo senza mascherine e senza aspiratori - ha ricordato l'operaio che tuttora lavora presso i Nuovi Cantieri Apuania - Tutte le protezioni per le lavorazioni dell'amianto sono state adottate intorno agli anni Novanata». Uno dei legali della difesa Gastaldi (l'avvocato Perisani, l'altro difensore è l'avvocato Chiara Lavagnini) ha chiesto all'operaio da che anni ha cominciato a lavorare a Cnasa. «Dagli anni Ottanta» ha risposto. Una risposta che, per la difesa, assume un valore importante visto che i fatti in oggetto sono relativi al periodo che va dal 1963 al 1972, quindi antecedente all'arrivo in cantiere dell'operaio che ha testimoniato ieri davanti al giudice Maurizio Mauceri. Il processo è stato aggiornato al prossimo 10 dicembre. Quello che è stato ascoltato ieri è stato l'ultimo teste del pubblico ministero. A dicembre cominceranno a sfilare, invece, i testimoni della difesa.
Un'altra morte di amianto. Un altro anello della tragica catena di decessi legati al «mesotelioma pleurico», quella malattia professionale che deriva dall'inalazione delle fibre di amianto. E che, a distanza di tempo, provocano effetti devastanti sui polmoni. Ieri in tribunale l'ex direttore di Cnasa (ora Nuovi Cantieri Apuania), ingegner Rinaldo Gastaldi, doveva difendersi dall'accusa di omicidio colposo (art.589 comma secondo). In principio il capo di imputazione era «lesioni colpose» ma nel corso del procedimento è cambiato. Ed è diventato «omicidio colposo». Perché Alvise Zampolini, l'operaio che dal 1963 al 1972 aveva lavorato nel settore taglio delle lamiere del cantiere, prima si era ammalato di mesotelioma. E poi, nell'aprile di 4 anni fa, a 54 anni, proprio nel corso dello stesso procedimento giudiziario, era deceduto. Ieri in aula ha sfilato sul banco dei testimoni uno degli ex operai del cantiere. E, incalzato dalle domande del pm Massimo Ginesi, ha raccontato come avvenivano le operazioni di taglio dentro a Cnasa.
«Lavoravamo senza mascherine e senza aspiratori - ha ricordato l'operaio che tuttora lavora presso i Nuovi Cantieri Apuania - Tutte le protezioni per le lavorazioni dell'amianto sono state adottate intorno agli anni Novanata». Uno dei legali della difesa Gastaldi (l'avvocato Perisani, l'altro difensore è l'avvocato Chiara Lavagnini) ha chiesto all'operaio da che anni ha cominciato a lavorare a Cnasa. «Dagli anni Ottanta» ha risposto. Una risposta che, per la difesa, assume un valore importante visto che i fatti in oggetto sono relativi al periodo che va dal 1963 al 1972, quindi antecedente all'arrivo in cantiere dell'operaio che ha testimoniato ieri davanti al giudice Maurizio Mauceri. Il processo è stato aggiornato al prossimo 10 dicembre. Quello che è stato ascoltato ieri è stato l'ultimo teste del pubblico ministero. A dicembre cominceranno a sfilare, invece, i testimoni della difesa.
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