Sicurezza
Rifondazione dice no alle scale mobili
Ilaria Bernardini
«Prima valorizziamo il castello. Meglio un servizio bus navetta» E sul progetto si apre una crepa nella maggioranza Pucci
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MASSA. Rifondazione Comunista dice no al progetto della scala mobile per raggiungere il castello Malaspina. Propone soluzioni alternative e punta il dito contro le vere barriere architettoniche che mettono in difficoltà la cittadinanza. Spiega Pierpaolo Marchi, consigliere comunale: «Il castello deve essere accessibile ai turisti e ai massesi, ma si devono capire le sue funzioni. Quindi, in primo luogo occorre aumentare i giorni di apertura del castello e individuare le iniziative che vi si possono svolgere. Solo in un secondo tempo si passa all'analisi dei mezzi per raggiungerlo. Ora mi sembra che si stia facendo il contrario». Riccardo Bellè, coordinatore comunale di Rifondazione Comunista, sottolinea: «A seconda delle iniziative proposte si possono valutare l'utenza, i numeri, il periodo dell'anno: questi sono i dati necessari per esaminare la questione dei trasporti». La Regione mette a disposizione 800mila euro per la realizzazione della scala mobile: una grossa cifra che, secondo Marchi, potrebbe essere spesa in modo migliore. «Con quel denaro si potrebbero comprare sei minibus elettrici e si potrebbe provvedere alle spese del personale e della manutenzione per un anno. In seguito il costo sarebbe uguale alla manutenzione della scala mobile». L'impatto ambientale e paesaggistico, chiaramente, sarebbe molto ridotto. «In alternativa, si può pensare ad un progetto che integri di più il castello nella città, riqualificando piazza Mercurio e creando un accesso dalla Piastronata. Oppure si potrebbe migliorare l'antica rete di sentieri montani sul fianco della collina». L'impressione è che la scala mobile al castello sia un'emergenza di cui nessuno avverte la reale necessità: «La scala realizzerebbe un dislivello di 38 metri lineari, che può essere superato anche dai bambini» sottolinea Riccardo Bellè. «I problemi davvero sentiti dai cittadini sono altri - conferma Marchi - ad esempio la barriera architettonica del sottopasso dell'Aurelia e vari ostacoli che in tutta la città mettono in difficoltà i disabili e le madri con le carrozzine».
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