Proteste
Punto nascita. Polemiche per la mancanza del numero legale nella conferenza dei sindaci
E' ancora mobilitazione
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La protesta delle mamme davanti alla sede dellAsl a Carrara Iacopo Ferri chiede un consiglio comunale urgente
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PONTREMOLI. Alla fine la conferenza dei sindaci, che doveva tenersi nella sede dell'Asl per discutere anche della questione del punto nascita dell'ospedale di Pontremoli, non si riunisce per il mancato raggiungimento del numero legale e questo offre l'opportunità all'assessore alla sanità del Comune di Licciana Nardi, Maurizio Barbieri, per aprire un fronte polemico nei confronti dei Comuni assenti. Afferma l'assessore Maurizio Barbieri: «Non posso che esprimere rammarico, a nome dell'Amministrazione comunale di Licciana Nardi, per quanto successo. Voglio sperare che si sia trattato soltanto di un incidente di percorso, ma certamente si è trattato di una grave mancanza di rispetto e di un autogol della politica che deve esprimersi sulla questione. Per quello che ci riguarda, noi rimaniamo fermi - conclude Barbieri - sul documento scaturito dall'ultima assemblea della Comunità Montana, documento che chiede il mantenimento del punto nascita del Sant'Antonio Abate e la totale sicurezza per i parti». A fare mancare il numero legale alla seduta della conferenza dei sindaci sono stati i Comuni di Aulla, Bagnone, Carrara, Fivizzano, Fosdinovo, Montignoso, Mulazzo, Tresana e Zeri. In pratica, il rinvio della conferenza dei sindaci ha depotenziato a protesta delle mamme che da Pontremoli si erano recate a Carrara per sollecitare la conferenza stessa ad esprimere un parere positivo come del resto aveva fatto la Comunità Montana della Lunigiana. Intanto, il consigliere Jacopo Ferri ha inviato al presidente del Consiglio, Paolo Arrighi, e al sindaco di Pontremoli, Franco Gussoni, la richiesta di un Consiglio comunale straordinario finalizzato alla condivisione della linea da seguire per ottenere il mantenimento del Punto Nascita di Pontremoli. Romiti: e il Pd dov'è finito?. Oscar Romiti, capogruppo del Pdl a Villafranca, tuona: «Non parliamo di numeri, è un argomento già usato e consumato, parliamo di Salute Pubblica e di tutela delle nascite. Pontremoli e il suo "punto nascita" sono ormai un punto fermo per le donne della Lunigiana, dove con professionalità lo staff medico interviene su ogni evenienza. Mettetevi nei panni di una famiglia in dolce attesa, che vive a Zeri, o in altri 10 comuni della Lunigiana, improvvisamente la donna ha dei disturbi, necessita di recarsi al centro nascita. Quanto tempo si impiega ad arrivare all'ospedale di Massa? È palese che solo per attraversare Massa ci vogliono 30minuti, e quindi si giunge all'ospedale non prima di un'ora di tragitto. Il rischio di complicanze molto serie per il nascituro e la madre è evidente, nei casi più gravi c'è il rischio addirittura di un aborto o perché no di un parto in auto. Come mai non si è ancora sentita levarsi la voce di qualche eminenza religiosa in tal senso? Non si è sempre lottato contro l'aborto, ora come mai ora non si interviene? Che interessi ci sono in tal senso e come spiegare questo silenzio?». «Personalmente - aggiunge - siamo pronti a denunciare (anche un'ambulanza per giungere sul posto deve affrontare 30 minuti di tragitto) il presidente Rossi, il suo assessore Daniela Scaramuccia (oltre tutto è anche una donna), e il Direttore dell' Asl1 Delvino. Noi non ci arrenderemo, a Pontremoli dal 2000 al 2009 sono nati 1715 bambini. Il Pd dove è finito? Possibile che vogliano risparmiare sulla pelle delle nostre famiglie dopo le tante promesse e parole della passata campagna elettorale?». Anche a Sarzana problema analogo. Anche Sarzana ha il problema della chiusura di ginecologia. Andrea Camaiora, capogruppo del Pdl, ha presentato un ordine del giorno con cui chiede il rinvio della chiusura del reparto di ostetricia, ginecologia e neonatologia dell'ospedale San Bartolomeo. Reparto in cui, ricorda, «nel corso degli anni sono aumentati gradualmente il numero dei parti, recuperando pazienti in fuga verso la regione Toscana». Quindi il Pdl chiede il rinvio.
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