Sicurezza
LA NORMATIVA
Prende la spiaggia chi ha il progetto migliore
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PRESIDENTE. Roberto Aliboni 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Dagli ultimi mesi del 2009 se n'è parlato moltissimo. Come se la direttiva Bolkestein fosse arrivata all'improvviso. In realtà quell'atto dell'Unione Europea è datato 2006 e disciplina ambiti ben più ampi delle concessioni demaniali. Riguarda, infatti, tutti i servizi. L'entrata in vigore era prevista per il gennaio di quest'anno e non a caso negli ultimi mesi del 2009 sono cominciate le polemiche con i continui tentativi di mettere "toppe" con bozze normative a livello nazionale e regionale. Come è accaduto appunto per le concessioni demaniali, tanto che nella legge di recepimento, la questione è risolta rimandando il problema al 2015. In poche parole, la direttiva prevede che le concessioni vengano assegnate sulla base di una gara ad evidenza pubblica. Insomma, nessuno avrà il suo pezzo di spiaggia assicurata: dovrà presentare un progetto per la realizzazione del bene collettivo e chi avrà elaborato l'idea migliore potrà assicurarsi, per un periodo, la concessione. Allo scadere del termine, nuova gara. I balneari, chiaramente, sono sul piede di guerra: molti di loro hanno fatto investimenti, anche importanti, negli stabilimenti, qualcuno ha contratto mutui. Non soltanto, con la scure della direttiva Bolkestein sulla testa, sono pochi quelli che rimettono mano ai vecchi bagni. E anche le compravendite sono ferme: nessuno compra uno stabilimento temendo di non poterne trarre profitto se non per un paio d'anni. Qualcuno, invece (Roberto Aliboni di Riviera Apuana in primis), è ottimista: è convinto che chi uno stabilimento lo ha gestito per generazioni abbia una marcia in più e possa far valere tutta la sua esperienza durante la gara per l'assegnazione. C.S.
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