Proteste
Piano strutturale, polemiche sui tempi e sulla documentazione
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CONSIGLIO. Il piano strutturale a breve in discussione Ma il sindaco Pucci smorza: nessun attrito Fra pochi giorni l'approvazione in consiglio
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MASSA. Lo abbiamo aspettato per trent'anni. E adesso ci siamo: il 21 il piano strutturale approderà in consiglio comunale. In un tour de force di una decina di giorni per contare sul "tutto fatto" prima delle ferie agostane. Ma - comprensibile vista la rilevanza dello strumento urbanistico - le polemiche non mancano. E animano il dibattito politico e la discussione in sede di commissione edilizia. Tanto che anche il consigliere di maggioranza Pierpaolo Marchi ha voluto dire la sua durante la riunione di martedì. Non ci mette polemica, il capogruppo di Rifondazione, ma sintetizza: «Ho svolto il mio ruolo di consigliere eletto dai cittadini. Non ne faccio un problema di volontà politica, ma è importante avere a disposizione gli strumenti per formulare un giudizio». E tutto ruota intorno alla questione documentazione di cui i commissari o alcuni di loro non avrebbero ancora preso visione: copie in originale delle osservazione presentate al piano, controdeduzioni dell'amministrazione. Stefano Caruso, membro della commissione, spiega: «Da mesi abbiamo chiesto di consultare le osservazioni in originale, abbiamo letto soltanto la sintesi stesa dai tecnici. Il percorso è stato poco partecipativo». Ma per Marchi la questione è diversa: «È normale che si lavori sulle sintesi e non credo che si possa mettere in dubbio il lavoro accorto dei tecnici. Ma ad una settimana dalla discussione in consiglio i commissari devono avere in mano tutti gli atti per studiarli». Non lo dice a chiare lettere, ma è chiaro che per il suo partito la questione sono i tempi e l'opportunità di approvare uno strumento come il piano strutturale, che darà nuova e diversa identità alla città, in pieno luglio e in prossimità delle ferie. E c'è chi garantisce che anche durante la riunione di maggioranza, che ha seguito la commissione, gli animi si siano scaldati. Da parte sua il sindaco smorza i toni e garantisce: «Nessuno si è arrabbiato o ha alzato al voce in commissione, è chiaro che le osservazioni e le deduzioni siano state accorpate per omeogenietà del tema, altrimenti tutto si sarebbe complicato e saremo andati avanti per anni». Insomma, prima di approdare in consiglio, già la dicussione sul piano assume contorni politici.
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