Sicurezza
La Porto spa fa guerra ai tir
Alessandra Vivoli
Escono dallo scalo con un blocco, vengono fermati con due
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Scandalo dei tir del marmo. Questa volta i bisonti della strada non finiscono nel mirino per i troppi passaggi in centro e l'emergenza polveri sottili. Ma per i carichi. O meglio perché escono dal porto con un blocco di marmo e, lungo la strada, se ne ritrovano a bordo due. La polizia stradale ne ha già fermato alcuni, fuori zona, e sono scattate le sanzioni. Contestate dalla Porto spa perché da Marina sono partiti in regola. Un caso destinato a fare discutere. Perché, al di là delle sanzioni emesse a carico della Porto spa, e contestate dalla società stessa, (si tratta di multe di 500 euro per cui si aprirà un procedimento davanti al Giudice di pace di Fornovo Taro il prossimo 15 ottobre) in ballo c'è il problema, molto più importante, della sicurezza stradale. Che, con un carico pari al doppio di quello consentito, mette a rischio non solo gli altri automobiliti e i pedconi, ma anche gli stessi autotrasportatori. Con 60 tonnellate, anziché 30 di marmo, si possono verificare problemi di frenata e molti altri disagi dal momento che, per legge, è stato fissato un tetto oltre al quale non si può andare. Ec co perchè quello die tir in sovraccarico è destinato a diventare un vero e proprio caso.
Lo sdoppiamento dei carichi. La vicenda finita davanti al giudice di pace parte proprio dai piazzali della Porto spa. I camion del marmo caricano un blocco di un massimo di trenta tonnellate ed escono con i documenti di accompagnamento rilasciati (regolarmente) nello scalo marinello. Ma prima dell'imbocco dell'autostrada - stando a quanto riferiscono gli addetti ai lavori che hanno sollevato il problema dopo le multe fioccate a carico della Porto, i blocchi diventano due. Il carico raddoppia. E continua il suo viaggio. Questo finché, come è già successo alcune volte (almeno tre) il tir in questione non venga bloccato dalla Polizia stradale. Con tanto di ammenda all'autotrasportatore e alla Porto, dove è stato effettuato il carico. Ma la questione, per quel che riguarda la società che gestisce i movimenti nello scalo di Marina, è presto risolta: davanti al giudice farà fede il documento rilasciato, con l'indicazione del carico. Il camion, in sostanza, dal porto è uscito in regola. Il sovraccarico, quindi, è avvenuto dopo. È quanto dimostreranno a Fornovo Taro i due legali della Porto spa, gli avvocati Angelo e Simona Ricci.
Il camion fermato a Fornovo Taro. È questa la vicenda che si discuterà davanti al giudice di pace a metà ottobre. Si tratta di un camion (alla guida un autotrasportatore italiano, ma non della nostra provincia) che all'uscita dal porto aveva un blocco di granito di circa 30 tonnellate. Il camion si è diretto a Verona, secondo quanto ricostruito dalle indagini della stradale. E qui - in questo caso non a Marina - i blocchi sono diventati due. L'autotrasportatore è stato fermato e ha mostrato i documenti del carico avvenuto, molto tempo prima a questo punto, nello scalo di Marina. Da qui la sanzione, di circa 500 euro, emessa a carico della Porto Spa. La stessa che verrà contestata, documenti alla mano, dai legali. Che hanno dalla loro parte quanto attestato al momento della partenza da Marina. Ma il problema non è quello della multa. E su questo anche i legali sono stati molto chiari. La questione vera non rigaurda le sanzioni, peraltro contestate dalla Porto spa. Ma è quella della sicurezza stradale. Che con i carichi fuori misura, in bisonti della strada di quella portata, può davvero diventare un'emergenza.
Lo sdoppiamento dei carichi. La vicenda finita davanti al giudice di pace parte proprio dai piazzali della Porto spa. I camion del marmo caricano un blocco di un massimo di trenta tonnellate ed escono con i documenti di accompagnamento rilasciati (regolarmente) nello scalo marinello. Ma prima dell'imbocco dell'autostrada - stando a quanto riferiscono gli addetti ai lavori che hanno sollevato il problema dopo le multe fioccate a carico della Porto, i blocchi diventano due. Il carico raddoppia. E continua il suo viaggio. Questo finché, come è già successo alcune volte (almeno tre) il tir in questione non venga bloccato dalla Polizia stradale. Con tanto di ammenda all'autotrasportatore e alla Porto, dove è stato effettuato il carico. Ma la questione, per quel che riguarda la società che gestisce i movimenti nello scalo di Marina, è presto risolta: davanti al giudice farà fede il documento rilasciato, con l'indicazione del carico. Il camion, in sostanza, dal porto è uscito in regola. Il sovraccarico, quindi, è avvenuto dopo. È quanto dimostreranno a Fornovo Taro i due legali della Porto spa, gli avvocati Angelo e Simona Ricci.
Il camion fermato a Fornovo Taro. È questa la vicenda che si discuterà davanti al giudice di pace a metà ottobre. Si tratta di un camion (alla guida un autotrasportatore italiano, ma non della nostra provincia) che all'uscita dal porto aveva un blocco di granito di circa 30 tonnellate. Il camion si è diretto a Verona, secondo quanto ricostruito dalle indagini della stradale. E qui - in questo caso non a Marina - i blocchi sono diventati due. L'autotrasportatore è stato fermato e ha mostrato i documenti del carico avvenuto, molto tempo prima a questo punto, nello scalo di Marina. Da qui la sanzione, di circa 500 euro, emessa a carico della Porto Spa. La stessa che verrà contestata, documenti alla mano, dai legali. Che hanno dalla loro parte quanto attestato al momento della partenza da Marina. Ma il problema non è quello della multa. E su questo anche i legali sono stati molto chiari. La questione vera non rigaurda le sanzioni, peraltro contestate dalla Porto spa. Ma è quella della sicurezza stradale. Che con i carichi fuori misura, in bisonti della strada di quella portata, può davvero diventare un'emergenza.
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