Il dolore
Ica, l'allarme del sindacato
Gianluca Uberti
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Lazienda Ica a Pallerone Per 60 lavoratrici si profila lo spettro del licenziamento solo in venticinque hanno trovato una nuova occupazione
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AULLA. Vertenza Ica: il sindacato punta il dito sull'amministrazione di Aulla. Sono venticinque le ex lavoratrici dell'Ica di Pallerone ad avere trovato una nuova occupazione. Il problema, però, è che almeno una sessantina sono ancora in cassa integrazione, questa volta in deroga, fino al 31 dicembre. Dopo quella data si staglia un grosso punto interrogativo, visto che o ci sarà una ulteriore deroga o si apriranno le procedure per la messa in mobilità, come noto spesso l'anticamera del licenziamento. In tutta questa storia, l'unica certezza risiede nel fatto che diversi macchinari nei capannoni desolatamente vuoti di Pallerone sono stati venduti e i pochi rimasti sono sempre più obsoleti. E' con amarezza, pertanto, che la Rsa aziendale punta il dito contro il Comune di Aulla, che sarebbe ormai assente sulla vicenda dopo gli squilli di tromba della campagna elettorale dello scorso anno. Ricordiamo che la vertenza dell'Ica esplodeva clamorosamente nell'ottobre 2008, quando la storica attività, che produceva cablaggi per elettrodomestici, chiudeva i battenti per trasferire le proprie linee produttive in Romania, dove la manodopera costa sicuramente meno che da noi. La vertenza culminava poi in una manifestazione di piazza organizzata dalle operaie nei primi giorni del dicembre del 2008, manifestazione poco partecipata a causa della colpevole indifferenza di gran parte della popolazione. Un atteggiamento, quello assunto dai cittadini nei confronti della manifestazione, che fa ben comprendere, più di qualsiasi indagine sociologica, come le maglie della solidarietà si siano irrimediabilmente allentate nella nostra società.
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