Il Tirreno

Era tifoso del Milan

Ma.Ba.
Un’immagine di Davide Della Tommasina in maglia da calcio: quella dei Cristoni San Lazzaro di Sarzana
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Un’immagine di Davide Della Tommasina in maglia da calcio: quella dei Cristoni San Lazzaro di Sarzana

Giocava da difensore a Sarzana

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 MASSA. Fuori dall'obitorio un parente, lo zio, tiene in mano un sacchetto mentre fa per andarsene verso casa. «Qui dentro ho la maglia del Milan - ci dice - È piegata qua dentro, me l'hanno data i genitori. La seppelliremo insieme a Davide. Era tifoso sfegatato dei rossoneri, non si perdeva una partita. Il Milan era nel suo cuore da sempre».  Il calcio del resto era la sua grande passione. Il suo unico hobby, forse. Usciva dal lavoro nel pomeriggio, alla ditta di Alteta dove faceva l'operaio da tanti anni. Uno sport vissuto non solo da esterno, da fan. Ma anche da protagonista. Addirittura in due distinte realtà. Il più importante era il ruolo sportivo che ricopriva nella società calcistica Cristoni San Lazzaro, a Sarzana: qualche allenamento in settimana e la partita nel weekend nel campionato Uisp, in terza serie.  La voglia di giocare e farsi una pizza con gli amici dopo la partita, ridendo, scherzando, magari per alleviare la fatica del lavoro. Davide giocava come difensore. E non se la cavava male con i piedi. Aveva giocato gli ultimi campionati con i Cristoni. «Ci teneva tanto a quella squadra, non si perdeva un allenamento», ci dicono. Tanto da andare da Massa a Sarzana più volte a settimana per inseguire un pallone e momenti di svago.  Davide amava anche il calcetto, il fratello minore dello sport giocato in 11 contro 11: altri tornei estivi, altri amici con cui condividere le serate e le ore del dopo cena. Ultimamente era uno dei giocatori della squadra I Cubani, che disputa alcune partite ai campi di calcetto del lago Tornaboni. Dove stava passando le ultime sere della sua vita. «Arrivava spesso al campetto con quella moto Suzuki - commenta una ragazza - era una persona speciale, difficile litigarci. Gli piaceva stare in compagnia».  Nel campo di calcio come nel lavoro o a casa era sempre pacifico. «Non sono le classiche frasi retoriche che si dicono quando muore una persona a cui volevi bene. Lui era proprio così. Sorridente e disponibile».

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