Sicurezza
Sulla lapide della strage, il fiore di Battolini «Io scampato alle bombe, non dimentico»
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La lapide a Fivizzano 2 MINUTI DI LETTURA
FIVIZZANO. Un solo fiore rosso è stato deposto ieri di fronte alla lapide che ricorda le 36 vittime civili del bombardamento degli alleati il 13 luglio del 1944 nel capoluogo. Lo ha messo Giancarlo Battolini, 78enne, scampato a quella tragedia. Battolini, a differenza di altri, non ha dimenticato quel giorno e quelle vittime dilaniate dalle bombe dei cacciabombardieri americani la mattina del 13 luglio 1944. Trentasei esseri umani, per lo più bambini, colti di sorpresa dalla morte piovuta dal cielo. «Per un caso fortuito scampai a quelle bombe - racconta Giancarlo - avevo 12 anni e tardai qualche minuto ad andare a prendere il latte al piazzone (ora Piazza Principe Amedeo)». «Si parla molto di non dimenticare quei terribili avvenimenti, solo nel maggio scorso si è svolta "la giornata della memoria" con una serie di iniziative a cui ha partecipato anche l'onorevole Rosy Bindi, ma nessuno si è preoccupato ieri di deporre un cuscino di fiori su questa lapide nel giorno della ricorrenza della strage. Solo il compianto vice sindaco Ugo Bassi si ricordava di questa commemorazione». La mattina del 13 luglio 1944 furono 12 i cacciabombardieri con la bandiera a stelle e strisce, partiti dalle basi degli alleati del Lazio e della Corsica, a sorvolare il capoluogo fivizzanese. Erano convinti di annientare il nemico tedesco che però da un paio di settimane aveva già abbandonato Fivizzano. Così a pagare fu solo la popolazione civile. M.L.
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