Il Tirreno

Pontremoli. Il manager dell’Asl ha incontrato i capigruppo, allo studio l’ipotesi-salvezza

Punto nascite, ore decisive

C.C., S.M.
La mobilitazione per salvare il punto anscita a Pontrmeoli
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La mobilitazione per salvare il punto anscita a Pontrmeoli

Delvino: se sarà chiuso o no, lo dirò entro 10 giorni

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 PONTREMOLI. Conto alla rovescia sulle sorti del punto nascita di Pontremoli che, non raggiungendo la quota minima di legge (500) di parti annuali per la garanzia di sicurezza alle pazienti, dovrebbe essere chiuso. Ma siamo ancora alle "fumate nere". «Decideremo entro una settimana, non più tardi di dieci giorni da oggi», ha detto ieri il direttore generale dott. Antonio Delvino.  Delvino si è incontato ieri con i capigruppo consiliari a Pontremoli. «Si tratta di una decisione delicata che richiede approfondimenti. Stiamo valutando le modalità per garantire la sicurezza dei parti. La prissima settimana prenderemo la decisione definitiva». Secondo Paolo Bissoli, capogruppo del Pd, il fatto che ancora l'Asl non abbia deciso, è un segnale positivo «che giova a nostro vantaggio. Vuol dire che si sta studindo un eventuale mantenimento, che secondo noi va inserito nella prospettiva di servizio che riguardi un'area vasta come la Lunigiana. La politica ha il tempo per lavorare, purchè fuori dalle strumentalizzazioni».  Questo il commento di Pietro Camillo Cocchi di "Pontremoli città viva" e Francesco Mazzoni del Pdl.  «E' stato un incontro molto interlocutorio. Noi abbiamo ribadito la nostra posizione da quando è stato costituito il tavolo istituzionale: il punto nascita di Pontremoli non si tocca. La partita è ancora aperta: esistono difficoltà ma continuiamo a sperare. Non dimentichiamo che nel momento in cui è stato sollevato il problema, il destino del punto nascita di Pontremoli era in qualche modo "segnato". Noi abbiamo subito detto con determinazione che l'unico spiraglio era rappresentato dai percorsi istituzionali. Per questo li abbiamo promossi invitando tutti a far prevalere il senso di responsabilità. Ed abbiamo trovato interlocutori seri e disponibili. Cerchiamo di essere chiari e concreti mettendo da parte ogni forma di sterile populismo: se il punto nascita dovesse rimanere a Pontremoli non è certo grazie agli "schiamazzi"», sostengono Mazzoni e Cocchi.  «Che di fronte alla possibilità di perdere un servizio tanto importante i cittadini si organizzino e manifestino, in modo più o meno condivisibile, il loro dissenso, è del tutto normale. Non solo: la partecipazione popolare è sempre e comunque un fatto positivo, uno degli aspetti più genuini di una sana democrazia. Più discutibile è l'approccio di quei politici che spendono le loro migliori energie nel cavalcare l'onda dell'emotività e della paura, ripetiamo, normale e fisiologica in questi casi. Ma dovere della Politica e delle Istituzioni è quello di individuare soluzioni e strategie superando interessi di parte e vecchie barriere in vista del bene comune. Noi percorreremo fino in fondo la strada intrapresa: ad oggi non sarebbe serio creare aspettative prive di reale fondamento. Noi ci impegneremo anima e corpo fino all'ultimo».  Mentre era in corso l'incontro, nella piazza sottostante una rappresentanza del Comitato Pro Ospedale attendeva. Stamani la mobilitazione si sposterà a Carrara sottola sede del'Asl. Il comitato ricorda che la partenza è con pullman da piazza dei Macelli a Pontremoli alle ore 9 e ad Aulla alle 9,20 in piazza delle corriere.

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