Il dolore
Il 16 luglio dell’anno scorso l’imprenditore Spadaccini fu travolto mentre era a pesca
Morì per l'impatto in mare
Chiuse le indagini: omicidio colposo per lo skipper
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CARRARA. Un anno fa, il 16 luglio, la tragica, assurda morte: colpito in pieno da uno yacht mentre era sulla sua barca, Alessandro Spadaccini - 48 anni, di Avenza - era stato sbalzato in mare e ritrovato poi cadavere. L'impatto, tremendo, al largo dell'Isola del Tino. Adesso, al conducente dello yacht è arrivato l'avviso di conclusioni indagini: l'accusa è di omicidio colposo. Alessandro Spadaccini, imprenditore (titolare di una avviata lavanderia industriale a Turigliano), sposato, aveva la grande passione del mare e della pesca. Secondo la pm Tiziana Lottini della procura della Spezia, titolare dell'inchiesta, il conducente dello yacht di ventiquattrometri Groove - il trentino Tiziano Mischiatti, difeso dall'avocato Fabrizio Giangarè - è responsabile di omicidio colposo. In sostanza, secondo la magistratura, lo yacht avrebbe sì tenuto la rotta, ma non avrebbe assicurato la presenza di una vedetta, circostanza che avrebbe permesso di evitare l'impatto tremendo e fatale con il natante di Alessandro Spadaccini. L'urto, a piena velocità, era stato tale da sbalzare Spadaccini, privo di sensi, con traumi importanti e diffusi, nelle acque del mar Ligure; sul momento, si era arrivati a pensare che Spadaccini fosse già caduto prima dell'impatto, ma le risultanze - questa è la convinzione della pubblica accusa - l'hanno escluso. E quindi, lo skipper dello yacht dovrà rispondere di omicidio colposo. Come sempre, l'avviso conclusioni indagini dà facoltà all'indagato di produrre memorie o di essere interrogato nel termine dei venti giorni, dopo di ché il pm valuta se chiedere il proscioglimento o il rinvio a giudizio. Visto il periodo ormai di ferie, l'impressione è che ormai si andrà a ottobre-novembre per l'udienza preliminare. La scena, sull'imbarcazione di Spadaccini, era angosciante: lunotto spezzato, tracce di sangue sul volante dell'imbarcazione. Le lesioni riportate, probabilmente, furono solo una concausa della morte: il corpo della vittima, infatti, è stato molto probabilmente sbalzato in acqua al momento dell'impatto privo di conoscenza e solo in seguito è avvenuto il decesso per annegamento. Inizialmente, a carico del conducente dello yacht con a bordo turisti russi era stato ipotizzato anche un'eventuale omissione di soccorso, ma questa accusa adesso è caduta: non si era reso conto della presenza a bordo di Spadaccini (non avendo visto il natante prima dell'impatto), e comunque fu lo yacht a chiedere l'intervento dei soccorritori. indagato anche lunotto, appunto, e la zona di guida. L'unico indagato è, come detto, Tiziano Mischiatti, skipper di Canazei (Trento) assistito dal legale Fabrizio Giangarè. Lo yacht era partito da Viareggio. La moglie della vittima, Laura Bartoli, la sera del 16 luglio telefonò al cellulare del marito, preoccupata per il ritardo, ma dall'altra parte aveva risposto un ufficiale della capitaneria. Così aveva appreso la notizia che il marito era disperso in mare. Poi, il giorno successivo, alle 17 e 30 il ritrovamento del cadavere di fronte Punta Bianca. Alessandro Spadaccini, titolare di una lavanderia ad Avenza in via Fiorino, era partito verso il mare da Bocca di Magra - dove si recava regolarmente ogni settimana - nel tardo pomeriggio. «L'ho sentito verso le sette di sera - aveva racconta un amico di pesca della zona - ci siamo salutati dandoci appuntamento al giorno successivo, come facevamo di solito, per sentire come era andata l'uscita». Poi, nelle due ore successive a quella telefonata era accaduta la tragedia. La famiglia della vittima è assistita dall'avvocato di parte civile Giuseppe Pintus: «I familiari sono letteralmente distrutti dal dolore, ancora oggi: Alessandro era figlio unico». Alessandro Spadaccini, nativo di Santo Stefano Magra, si era sposato da pochi anni con Laura Bartoli. La coppia non aveva figli. M.B.
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