Il Tirreno

Il direttore della Confapi suona la carica: va tutelata la filiera, che fine hanno fatto gli Stati generali sul marmo?

«Il marchio solo sul prodotto grezzo non serve»

Massimo Maggiani
◗
Massimo Maggiani

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. «Si continua a parlare di comparto industriale lapideo apuo versiliese come se fosse una fantasia e di filiera come se fosse un esercizio accademico»: Massimo Maggiani, direttore della Confapi di Massa Carrara e Versilia, sostiene che in realtà la filiera del marmo è «da sempre uno degli assi portanti dell'economia locale e dovrà continuare ad esserlo». «Gli imprenditori dell'escavazione più lungimiranti hanno preso coscienza che se il sistema non continuerà a garantire adeguati ritorni sociali, soprattutto in termini di occupazione, in un prossimo futuro qualcuno potrebbe seriamente prendere in considerazione una riduzione dell'attività d'escavazione. Oggi solo il controllo del prodotto finito permette di restare competitivi sui mercati globali». E secondo la Confapi il marchio solo sul prodotto grezzo non serve. In questa ottica rischia addirittura di diventare dannoso. Solo controllando il prodotto finito si può ipotizzare un'azione di marketing veramente efficace».  «Tutelare la filiera significa difendere mestieri antichi, professionalità storiche e quindi salvaguardare la nostra identità». La Confapi è anche preoccupata: «Apprendiamo che gli Stati Generali del Marmo forse ci saranno a settembre, forse non si faranno neppure, in una zona - dice polemicamente - dove la filiera c'è e funziona, dove le imprese hanno già gli strumenti, vedi marchio del marmo, per affrontare il mercato, dove tutto procede come sempre e quindi bisogna evitare inutili allarmismi».  «Questa fotografia è completamente diversa da quella scattata dall'osservatorio Confapi. Quella che conosciamo noi è una realtà nella quale le imprese della trasformazione che lavoravano in proprio chiudono i battenti o riconvertono l'attività chiudendo la produzione e licenziando, mentre quelle che lavorano in conto terzi sopravvivono a stento».  «Sorte simile - aggiunge - a quella che nel medio periodo sarà riservata alle imprese che estraggono materiali che oggi non sono di "moda" e che di conseguenza subiscono la concorrenza di pietre meno pregiate ma soprattutto meno costose perché provenienti da paesi emergenti. Il sistema marmo, e con esso tutto il territorio, non può arrendersi, ma deve applicare una politica industriale che si concretizzi anche in scelte coraggiose di strategia commerciale, riconquistando la leadership mondiale del settore per le fasce alte di mercato». La Confapi chiede «a chi ha la responsabilità di proporre e attuare politiche economiche», di individuare intanto «quando e dove parlarne».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web