Il Tirreno

Fossa, la Nuk chiede 300mila euro di danni

Uno scorcio della Fossa
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Uno scorcio della Fossa

«Il Comune non ci fa completare le opere, contatori su un albero»

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 CARRARA. Due anni fa, di questi tempi, una convenzione sanciva il rapporto di collaborazione fra la società che gestisce la palestra Enjoy e il Comune di Carrara, per i lavori di migliorìa nella fascia a monte del complesso della Fossa dei Leoni, compresa la realizzazione dei nuovi spogliatoi del campo sportivo (a carico della società di Roberto Balderi). E oggi, le due parti si troveranno in tribunale, dopo una serie di ricorsi e controricorsi, culminati con l'ultimo atto di citazione promosso dalla società Nuk srl (ha incorporato la Kube srl) che, assistita dall'avvocato Rachele Vatteroni dello studio Cecchinelli, chiede 300mila euro di danni al Comune. Ovviamente, il Comune di Carrara è di tutt'altro avviso. L'appuntamento è davanti al giudice Paolo Puzone. Non è escluso, peraltro, che in tribunale si possa giungere ad un accordo fra le parti, e riprendere il dialogo che ha comunque portato a risultati positivi: la strada di accesso dal viale alla Fossa e gli spogliatoi, innanzitutto. Anche se è da tempo che vi sono malumori da parte della Kube, come ricostruisce in dettaglio l'avvocato Vatteroni, concretizzati anche con diffide inviate al Comune.  Tutto ha inizio nel 2004, quando il Comune acquisisce la proprietà di una porzione della Fossa; un'altra porzione era dei Balderi. Si arrivava ad un accordo: tutta la Fossa dei Leoni diventava del Comune, a patto che Balderi realizzasse gli spogliatoi e l'accesso stradale dal viale; a favore di Balderi si riconosceva il diritto di passo carrabile, e una parte dell'area per realizzare (e gestire per 50 anni) un campo di calcetto. Si arrivava alla convenzione, approvata anche in consiglio comunale: a Balderi spettava quindi la costruzione degli spogliatoi della Fossa, ma al Comune la fornitura e messa in opea degli impianti elettrici, idrico sanitari, riscaldamento e scarichi, oltre che pali e linee di alimentazione. Si acconsentiva poi alla Nuk di collocare un cancello all'ingresso del viale (con apertura dalle 6 alle 23). Fra le altre cose, oggi la Nuk si lamenta di non aver potuto realizzare una piccola scala di accesso agli spogliatoi e, nel frattempo - a suo avviso - l'Atletico Carrara (che ha in gestione la Fossa) avrebbe realizzato opere che costituirebbero ostacolo all'attività della Nuk. Fra le altre cose, Nuk segnala che tuttora i contatori elettrici che servono lo spogliatoi sono posizionati su una pianta all'interno della sua proprietà; e chi va agli spogliatoi attraversa la sua proprietà proprio per mancanza della scala. Nel mirino anche una copertura messa in opera dall'Atletico fra gli spogliatoi e la vecchia gradinata e si ipotizza che sia stata minata la stabilità statica dell'edificio. Insomma, visto che ad oggi ha speso circa 300mila euro, la Nuk ne chiede altrettanti di danni.  Dal Comune si ribatte, che in realtà in un contenzioso già giudicato, con un "700", il giudice ha deliberato che la Nuk desse anche a palazzo civico le chiavi del cancello di accesso alla strada. A questo punto, anche la convenzione diventa a rischio. Ma chissà: davanti al giudice potrebbe anche essere trovata una mediazione e proseguire nella collaborazione. M.B.

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